Alessandro Marescotti

L’impatto inquinante della Marina Militare nel Mar Piccolo di Taranto è legato alla storica presenza dell’Arsenale e delle attività di cantieristica navale. I fondali del primo seno del Mar Piccolo sono risultati storicamente contaminati da metalli pesanti (piombo, mercurio e cadmio), PCB e idrocarburi.

Dettagli chiave sull’impatto ambientale

Contaminazione dei sedimenti: L’area dell’Arsenale Militare e le zone limitrofe sono state classificate come fonti secondarie attive di contaminazione. Le analisi dei carotaggi hanno evidenziato elevate concentrazioni di policlorobifenili (PCB) e metalli pesanti, un inquinamento imputato in parte anche alle gestioni pregresse dell’attività militare.

Le inchieste sull’amianto nell’Arsenale

Un importante fronte giudiziario riguarda l’esposizione all’amianto all’interno dei cantieri della Marina, che ha provocato casi di mesotelioma pleurico e gravi patologie polmonari tra il personale civile.

I processi ai direttori dello stabilimento: la magistratura tarantina ha rinviato a giudizio diversi ex direttori generali dell’Arsenale succedutisi negli anni (tra gli anni ‘80 e i primi anni 2000). I dirigenti sono stati accusati di violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e sulle tutele igieniche. 

Le contestazioni tecniche: secondo l’accusa, gli operai (come carpentieri e manutentori) venivano fatti lavorare a contatto diretto con le polveri d’amianto senza segregazione degli ambienti di lavoro, senza adeguata aerazione e privi dei necessari dispositivi di protezione individuale (DPI), omettendo l’informazione stessa sui rischi mortali della fibra.

Uno degli apporti scientifici più significativi (evidenziato anche nelle relazioni per il Commissario Straordinario alle Bonifiche) riguarda la dinamica dei contaminanti: 

Gli inquinanti tendono a rimanere intrappolati e inerti nel fango del fondale.

I ricercatori hanno calcolato che la movimentazione dei mezzi navali militari (il passaggio delle navi e, soprattutto, il dragaggio involontario causato dal trascinamento delle ancore) provoca un effetto di risospensione dei sedimenti contaminati.


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