(Antonio Camuso)

Esattamente 21 anni fa in nome dell’Osservatorio sui Balcani di Brindisi, su richiesta della rivista Mosaico di Pace e di Peacelink, aggiornai il censimento dei più significativi insediamenti militari in Puglia. Il precedente aveva già introdotto alcune sostanziali modifiche, a seguito della crisi balcanica e della guerra del Kosovo, seppur ricalcasse, il pur meritevole lavoro condotto dai comitati, e coordinamenti antimilitaristi che tra gli anni 80 e 90, si erano impegnati nelle campagne contro gli euromissili e i poligoni militari e più genericamente le politiche di riarmo della NATO e del suo “fianco Sud”.

Già nel censimento del 2005 anticipavo che l’intero sistema delle Forze Armate, propriamente dette (Esercito, Aeronautica e Marina), era in fase di una complessa transizione e soggetto a una seria ristrutturazione e quindi, quel data base avrebbe avuto bisogno, nel breve termine, di successive modifiche e aggiornamenti.

Quali i motivi di questi profondi cambiamenti?

Innanzitutto il ruolo della NATO nel dopo caduta del Muro e il dissolvimento del Patto di Varsavia. L’essersi candidata la NATO a essere l’unico attore capace di intervenire nei nuovi scenari mondiali ed essere il braccio armato dell’ONU, costringeva anche l’Italia e le sue Forze armate ad adeguarsi agli standard degli altri eserciti occidentali se voleva contare nel campo internazionale.

Una prima misura da intraprendere per rispondere a tali esigenze era il necessario passaggio dello strumento militare al modello professionale, con l’abbandono della leva, con tutti gli effetti conseguenti. Un passaggio epocale influenzato dalle precedenti esperienze condotte con contingenti misti leva/professionisti della prima guerra del Golfo del ’91, di quella in Somalia, e ancora la missione in Mozambico, sino alla crisi nei Balcani e la guerra del Kosovo. Il passaggio completo al modello professionale era accellerato con la partecipazione dell’Italia, in ambito NATO, alla guerra in Afghanistan e poi alle missioni “di pace “ in Iraq, e infine in nome del nuovo ruolo che l’Italia dichiarava di volersi assumere nel contesto internazionale, con la richiesta, in cambio, di un seggio semipermanente all’ONU. Il numero di missioni e contingenti di militari all’estero operanti nell’ambito delle micro e macro crisi internazionali, andava di conseguenza man mano sempre più aumentando.

In un rapporto di costi/benefici il passaggio al modello professionale e l’abolizione della leva andavano di pari passo con le richieste della Commissione Europea di contenimento delle spese generali e della riduzione del rapporto deficit/Pil. Di conseguenza il Ministero della Difesa dava atto a una vera e propria cura da cavallo, con la chiusura di storiche caserme in tutta Italia, dismissione di molte servitù militari comprese quelle a doppio comando NATO /USA e Italiano, reduci della Guerra Fredda. In territorio pugliese la più significativa fula dismissione della base USAF di San Vito dei Normanni, così come in Sardegna quella della Maddalena. In questo contesto nel decennio 2000-2020 il numero di servitù militari passate al demanio Civile sono state innumerevoli, mettendo addirittura in difficoltà lo stesso nella gestione e presa in carico di esse poiché in molti casi erano in grave stato di degrado e comunque non utilizzabili immediatamente a scopi civili perché non a norma ai fini della sicurezza pubblica. 

Il passaggio al modello professionale comportava l’esigenza di forti investimenti, in termini di ammodernamento tecnologico dei materiali bellici (navi, aerei, munizioni, carri armati, ecc) ma anche adeguamento degli stipendi e revisione di benefit e privilegi. Su quest’ultimo punto, purtroppo poco affrontato dagli analisti del campo “antimilitarista e pacifista” e che rappresenta il vero “lago di ghiaccio” su cui scivolano pericolosamente tutti gli enfatizzati piani di ristrutturazione e riarmo del sistema Difesa Italiano, mi riservo nella seconda parte di questo lavoro di dedicarvi un approfondimento specifico.Nel bilancio generale, gran parte delle risorse finanziarie destinate alla Difesa sono state prosciugate letteralmente dal capitolo di spese per il personale nonostante che gli stipendi di gran parte del personale militare si è riuscito a rendere competitivi (al civile) solo per quella parte di militari partecipanti a rotazione nelle missioni internazionali. Questo meccanismo ha permesso a tantissimi giovani meridionali, per buona parte pugliesi ad arruolarsi col miraggio di guadagni elevati se pur per periodi brevi di 3-5-7 anni e con rischi relativamente più bassi dell’impiego civile (le morti bianche in Italia rimangono da molti decenni a una media di mille l’anno e sono milioni gli infortuni denunciati) La Puglia e la Campania sono il bacino naturale di reclutamento delle nostre Forze Armate provenendo dalle sole due regioni il 60% degli effettivi. Le motivazioni di ciò, sinora, sono state la carenza di alternative al lavoro, la possibilità di poter risiedere nella stessa, grazie ai numerosi insediamenti delle tre FFAA. Un esempio è il Battaglione San Marco di stanza a Brindisi e composto in gran parte di pugliesi e in particolare della “Terra d’Otranto”. 

L’aggiornamento tecnologico e il confronto sul terreno con i partner occidentali ha comportato un aumento significativo nei costi generali per l’acquisto, manutenzione e uso di moderni armamenti e logistica relativa e in particolare nelle missioni internazionali. Il caso più eclatante è stato quello dell’Afghanistan, dove al momento del ritiro si è scelto abbandonare sul campo (eufemisticamente dono all’esercito afgano) di gran parte del materiale ruotato poiché fortemente usurato o perché non conveniente economicamente riportarlo in Italia. Per ridurre i costi di esercizio e in particolare quelli concernenti le esercitazioni a fuoco, è venuta in soccorso l’informatica e l’introduzione in tutti i reparti operativi delle FFAA dei simulatori. Questo ha prodotto una momentanea riduzione del numero delle esercitazioni a fuoco e dei mezzi impiegati nei poligoni militari pugliesi sia quelli terrestri, vedi Alta Murgia, o Torre Veneri a Lecce o addirittura abolendo poligoni per attività aerea come quello di Punta Contessa a Brindisi, preferendo, in Puglia, per l’Aeronautica le Restricted Area nel Golfo di Manfredonia, o per la Marina Militare gli equivalenti al largo del Golfo di Taranto. Una scelta non sufficiente però per adeguare il personale ai nuovi scenari di crisi globale, con guerre spesso asimmetriche e con elevato rischio di perdite umane. A soccorrere queste esigenze così come l’obiettivo della costruzione di un esercito/forza militare europea, si sono succedute e si succedono sempre più frequentemente, coinvolgendo reparti militari di stanza in Puglia, esercitazioni interforze, multinazionali e spesso vicino ai confini bollenti della Russia o in altre aree calde con l’invio di contingenti navali come il Mar Rosso e prossimamente lo stretto di Hormuz.

La presenza militare in Puglia oggi tra continuità, innovazione e integrazione.

La ristrutturazione in ambito delle FFAA ha inciso nella sostanza più che nella forma sulla presenza degli insediamenti militari in Puglia, mantenendoli formalmente nel quadro che tracciavamo nel nostro precedente lavoro e che riportiamo diviso per specialità, ma consigliandone la lettura quali esse siano divenute operativamente, strettamente interconnesse, come da esempi che saranno qui esplicati.

Aeronautica:

Nell’ambito dell’efficientamento dei servizi e dell’economicità, e che ha visto il forte ridimensionamento dell’intera Forza Armata con riduzione degli stormi e degli aeroporti e caserme in uso in tutta Italia, la Puglia ha mantenuto salvo a Brindisi l’articolazione presentata nel 2005, mantenendo l’impianto di due aeroporti Combat Ready (Amendola e Gioia del Colle) uno di addestramento operativo (Galatina) e due con aree da adibire in dual use (Brindisi e Bari Palese.)

Amendola: 

Il 32 stormo riunitosi, dopo il trasferimento da Brindisi, in un’unica base, ha visto quest’aeroporto divenire uno dei gioielli dell’Aeronautica, avendo assorbito reparti in precedenza posizionati fuori regione o nella stessa come quello di Brindisi. Esso opera quale unità d’interdizione e combattimento con attitudine a missioni di proiezione all’estero con compiti QRA, Interdizione, attacco e C-UAS Su di esso sta avvenendo il passaggio alle nuove versioni dei moderni F35 A e B, mentre è ormai data per acquisita l’esperienza ventennale nel campo della dronizzazione con i Predator MQ 9 Block A e V Esso saranno via sperimentate le nuove acquisizioni di droni da combattimento di produzione italiane d estera che saranno acquistate grazie al piano di Rearm Europe in ambito NATO.

I reparti presenti sull’aeroporto di Amendola sono:

il 13°gruppo caccia

il 101 gruppo caccia 

il 28 gruppo VT

il 61 ° gruppo volo

il gruppo protezione delle Forze (gli ex VAM)

la 632 Squadriglia collegamenti 

Del 28 gruppo ricordiamo che dal 2005 con i suoi Predator MQ-9 B e Block 5, ha operato in tutte le operazioni dell’AM al di fuori dei confini nazionali.

IL 13 ° gruppo caccia, che in una precedente ristrutturazione era stato posto in quiescenza è stato riattivato dall’aprile 2016 con gli F35. Dall’1 marzo 2018 gli F35 fanno parte del dispositivo della Difesa aerea Nazionale.

Il 61° gruppo volo con i suoi Predator Mq 9 A è di fatto operativamente impiegato sulla base USA/NATO/Italia di Sigonella dalla quale operano tra l’altro i Droni Usa che controllano e come nella recente crisi USA-Iran, intervengono sull’area allargata Mediterraneo, Ucraina, Medioriente, nonché base di appoggio degli aero-rifornitori degli assetti di combattimento statunitensi

Il 101° gruppo volo è stato riattivato su Amendola dopo anch’esso da un lungo periodo di quiescenza (dal 2016 al 2025) dell’ex 512 gruppo volo che aveva sede su Istrana, prendendo in carico gli F 35 B precedentemente inquadrati nel 13 gruppo che ha mantenuto l’originale versione degli F 35 A.

Sull’aeroporto di Amendola operano i relativi servizi complementari di manutenzione, sorveglianza e collegamento: il 432 ° Gruppo Servizi Tecnici Operativi

Il 532° gruppo Servizi Logistico –Operativi

IL 932° Gruppo Efficienza Aeromobili

La 632° Squadriglia collegamenti con MB 339CD

Il gruppo Protezione delle Forze che assicura l’incolumità di mezzi e personale della base.

Il distaccamento aeronautico del sito Radar e telecomunicazioni di Jacotenente (131 squadriglia radar remota) di monte Jacotenente, sita nella riserva naturale foresta umbra, Monte Sant’Angelo è dotata come quella di Otranto del modernissimo Radar della Selex Sistemi Integrati RAD 31-DL. Esso concorre insieme al radar di Otranto e integrati nella catena Radar militari della AM nel sistema di allerta e difesa dei cieli italiani e in ambito NATO. Se pur opera con personale di stanza a Foggia, essa dipende operativamente dal comando logistico dell’AM e della 4 Brigata di Telecomunicazioni e difesa aerea con sede a Borgo Piave. Il sito Radar di Jacotenente come quello di Otranto, nell’ambito dell’ammodernamento, efficientamento ed economicità della gestione di questo settore è stato remotizzato npon prevedendo più una presenza costante di personale, e avendo integrato i dati radar e TLC nella rete Radar e Telecomunicazioni della Difesa Aerea Nazionale. Nella ex zona logistica è comunque presente un piccolo nucleo dell’AM, comandato da un capitano, e denominato “Distaccamento aeronautico di Jacotenente” che cura la sorveglianza tecnica delele apparecchiature TBT e TLC e l’intervento di emergenza sulle stesse. 

Gioia del Colle e il 36 stormo

Gioia ha mantenuto, nonostante i tagli a livello nazionale dell’Aeronautica,il suo ruolo di primo inter pares nel campo della Difesa dei cieli italiani .Essa dipende dalel forze di combattimento con sede a Milano cos’ come il 32 stormo di Amendola., insieme al 4 stormo di Groisseto, il 6 stormo di Ghedi, il 37 stormo di Trapani, e il 51 stormo di Istrana. Nel quadro dell’utilizzo di aeroporti secondari in caso di particolari emergenze anche metereologiche, che impedissero l’utilizzo delle piste di Gioia del Colle, è l’aeroporto di Grazzanise in provincia di Caserta a essere la sede alternativa di Gioia .

I Reparti di stanza a Gioia del Colle: 

10 ° Gruppo su Eurofigter Tiphoon

12° gruppo su Eurofighter Tiphoon

436: gruppo servizi tecnici operativi

536° gruppo servizi logistici operativi

 636 Squadriglia Collegamenti 

Gruppo protezione delel Forze 

Gruppo Efficienza velivoli

Nota: anche l’aeroporto di Gioia ha visto l’avvicendamento di reparti trasferiti presso di esso o altri come il 156° gruppo che dal 2008 ha lasciato Gioia del Colle epr tprnare presso il 6 stormo di Ghedi

Aeroporto militare di Galatina (Lecce) 

La sua attività è particolarmente complessa, con aspetti dual use e rapprti operativi per le sue attività tecnico manutentive e di addestramento con paesi non NATO. È da riternersi un polo di eccelleza in questo campo dell’AM.

Reparti presenti a Galatina 

61° Stormo da cui dipendono:

212° Gruppo Volo

213° Gruppo Volo

214° Gruppo Volo

10° Reparto Manutenzione Velivoli 

 

Nonostante le apsettative di conversione al civile di questa struttura, con decreto ministeriale del 25 gennaio del 2008 (GU 7 marzo 2008) è classificato MOB (Main Operating Base, così come Amendola e Gioia del Colle, con totale interdizione all’uso civile.

Dal 26 febbraio 2015 sono stati dispiegati presso l’aeroporto di Galatina gli Aermacchi Alenia M-346 Master, atti a formare i piloti per i voelivoli militari di nuova generazione(Eurofighter Typhoon e F-35) Il 12 giugno 2025 vi è stato il definitivo passaggio di consegne al 212° gruppo dello storico addestratore T 339-A al nuovo velivolo T-345°. Alla cerimonia presenti il Capo di Stato Maggiore gen Conserva e il comandante Frigerio della 3 Regione aerea (Bari), anche Stefano Bortoli, Manager Director dellla divisione aeronautica di leonardo che ha dichiarato il T345 A nasce dalla consolidata esperienza di Leonardo nella produzione di addestratori militari”.

Non solo addestratori e non a caso la presenza di Leonardo in quella cerimonia, poiché presso la base di Galatina è attiva la parte simulativa del GBTS di Leonardo e in particolare, l’Embedded Tactical Training System (ETTS) un sistema di simulazione integrato che consente di riprodurree scenari tattici complessi e multidominio durante il volo addestrativo. Un sitema che permette ai piloti di interagire a minacce e obiettivi realistici, forze aeree, marittime terrrestri con armamenti simulati che replicano le condizioni operative migliorando le qualità dell’addestramento, diminuendo le ore di volo ( e i costi) reali a vantaggio della sicurezza e di maggiore sostenibilità. 

In aggiunta alle attività addestrative al 61° stormo è assegnato il ruolo di difesa aerea contro minacce rappresentate da velivoli che operano a bassa Velocità e basa quota come ad esempio i droni. Per tale particolare impiego operativo (SMI) definito Slow Mover Interceptor (SMI) alcuni equipaggi e loro istruttori del 212 Gruppo volo sono particolarmente addestrati e soggetti a continui adeguamenti delle tattivche operative nel campo della minaccia specifica (droni e SM)

Nota: il 28 maggio 2026 esso è stato spettatore di una piccola ma significativa manifestazione antimilitarista indetta da un coordinamento di sigle di associazioni pacifiste salentine.

 

Otranto:

Centro RADAR della 136 SQ RR “ Volpe”, ex 32° gruppo radar, di Otranto nel 2024 è stato completamente Remotizzato ( vedi anche 131 squadriglia di Jacoteneente) e dipende dalla 4 brigata TLC e difesa aerea di Borgo Piave. I dati acquisiti dal Radar di Otranto oltre contribuire alla Difesa aerea nazionale, provvedono in cordinamento per l’intervento degli Eurofighter di Gioia del Colle nella difesa dello spazio aereo dell’Albania, compito svolto a giorni alterni con l’aeronautica greca. Il modernissimo RADAR RAT 31 DL di Otranto, così coeme quello di Jacotenenete sono collegati alla sala operativa per la difesa Nazionale GRCDA di Poggio Renatico collegato con sale GRCDA di Poggio Renatico e con il 22° Gruppo Radar di Licola .

 

Bari 

Sede della del comando della 3 a Regione Aerea

Aeroporto militare di Bari Palese Macchie: trattasi della porzione di pertinenza militare dell’aeroporto civile di Bari Palese. Il 20 giugno 2025 presso di esso si è svolta il cambio al vertice del comando delle scuole dell’Aeronautica Militare /3 regione aerea e Presidio militare di Bari, tra il generale S-A. Silvano Frigerio e il Gen S.A. Francesco Vestito.

 

Brindisi

Aeroporto di Brindisi. Questa struttura è quella che ha più risentito del piano di ristrutturazione dell’Aeronautica militare e sin dai primi anni 2000 ha visto la dismissione o meglio il trasferiemnto ad altre sedi dei reparti dell’AM in esso operanti. Pe rprimo è stato il 32° stormo a spostarsi su Amendola, poi il SAR ( Ricerca e soccorso elicotteristico) poi da meno di dieci anni il passaggio della torre di controllo all’ENAV che già dai primi anni 200° si era trasferita con il CRAV di Brindisi nella struttura autonoma confinante con l’aerostazione civile. Le vaste aeree non transitate all’aeroporto del Salento sono state occupate dalla più grande Base Logistica al mondo dell’ONU (UNLAB) con depositi del PAM ( Programma Alimentare Mondiale), stoccaggio dei materiali e mezzi per le operazioni di Peace Supporting ONU. Alla stessa ONU è stato concesso l’uso a scopo deposito di gran parte delle strutture che ospitavano il personale USA nella base di spionaggio elettronico di San Vito dei Normanni. Uguale destinazione, (depositi) sono adibiti gli hangar corazzati che conm grande spreco di fondi NATO furono costruiti dopo la prima guerra del giolfo, non ad uso operativo, poiché il 32 stormo era in via di dismissione a Brindisi, e non conformi agli stanrd Nato poiché progettati per ospitare in Iraq i Mig di Saddam Hussein, ma a titolo di riparazioen nei confronti delle ditte italiane che avevano vionto l’appalto in Iraq.

Nonostante che la presenza di reparti operativi ( atti al combattimento o alla sicurezza) sia ormai definitivamente ridotta a zero, a Brindisi, lo stesso aeroporto continua ad essere uno scalo alternativo per missioni “speciali” NATO, USA e altri paesi occidentali (Inghilterra) . In maniera programmata il Comando centrale USA del Mediterraneo fa svolgere sulle sue piste esercitazioni con aerorifornitori (Tanker ) e di guerra Elettronica, affinchè piloti e personale mantengano la qualificazioen all’uso delle Piste e delle aeree riservate di rullaggio e parking alle forze NATO. 

E’ una situazione ibrida che persiste da sempre e che durante la crisi balcanica e la guerra del Kososvo fece di Brindisi un aeroporto ad uso statunitense. Durante la crisi del gennaio 2026 che ha visto la partecipazione di aerei militari inglesi affiancarsi alle forze USA e Israeliane, all’attacco all’Iran, l’aeroporto di Brindisi è stato utilizzato come appontaggioe di aerei dTanker per rifornimento in volo della RAF del 10° Squadrondi base alla RAF Brize Norton nell’Oxfordshire. Gli aerei che giungevano in inghilterra, dopo aver rifornito in volo gli assetti RAF, USA e Israelini che copivano l’Iran, alla fine di questa missione facevano scalo presso l’aeroporto di Cipro che non a caso è stato preso di mira, per risposta, dai droni iraniani. Gli aerei RAF che hanno operato in quell’occasione a Brindisi erano Airbus Voyager KC2/KC3 .

Dinanzi all’ingresso dell’aeroporto militare di Brindisi, nonché della direzione del programmma PAM della base logistica ONU, si sono svolte più manifestazioni di protesta contro il genocidio a Gaza e di solidarietà nei confronti degli operatori delle agenzie ONU operanti a Gaza, uccisi o imprigionati dall’esercito israelinao. Dobbiamo purtroppo rilevare come nonostante le richieste di incontro da parte delle associazioni pacifiste brindisine con i rappresentanti della Base ONU, vi è stato da parte di quest’ultimi il rifiuto all’incontro e un assordante e infastidito silenzio, in contrasto alla alta visibilità che essi danno e ricevono dai media locali quando promuovono incontri ricreativi con bambini, studenti, e autorità con attività promozionali e di marketing
 (sic!)

Centro del Controllo aereo ENAV di Brindisi: esso insieme agli altri tre ACC, di Roma, Milano, Padova concorre al controllo del traffico aereo nelle aree assegnate da trattati internazionali all’Italia. Poco conosciuta quasi segreta è la sua doppia funzione, che è di coordinarsi con il sistema della difesa aerea nazionale ( che ha come centro il COFA COM di Poggio Renatico ) attraverso i reparti SCCAM che sono presenti con sale e controllori militari nelle stesse sale controllo degli ACC dell’ENAV. Un esempio di questi è l’SCCAM di Brindisi con una sua saladi controllo autonoma, un’area di manutenzione tecnica, un reparto amministrativo e una serie di controllori militari che assicurano come quelli civilidell’ENAV un servizio h24. E’ un compito molto delicato questo dell’interfacciamento poichè implica responsabilità nell’evitare episodi di conflitto tra i diversi utenti, militari e civili, onde evitare tragedie come quelle di Ustica. Questa delicata funzione è particolarmente importante durante le crisi internazionali che in particolare coinvolgono l’area del Mediterraneo, in particolare quello sud Orientale. 

I voli “hot cargo” 

Sin dalla prima guerra del Golfo del ’91, la porzione di cielo di competenza del controllo del traffico aereo dell’ACC di Brindisi, in ogni momento di crisi è stata coinvolta in operazioni di rifornimento, spesso tenute segrete. Sono i cosiddetti voli Hot Cargo, trasportanti armi, munizioni ed altri equipaggiamenti militari ad attori convenzionali e non. La maggior parte dei voli Hot cargo, in particolare durante le diverse guerre umanitarie condotte direzione USA, sono partiti, e partono ancor oggi, da basi del Nord Europa come quella di Ramstein, in Germania e transitano sull’Adriatico passando dal Nord-est entrando nella zona di competenza di Brindisi, poi in quella di Atene, Cipro, Ankara o Tel Aviv. E’ un flusso costante che permette, come in questi giorni, a paesi come Israele di avere una disponibilità illimitata di bombe da lanciare su Gaza, il Libano e l’Iran, ma che durante le cosiddette “primavere arabe” ha visto la Turchia essere lo scalo di smistamento delle armi alle milizie jhadiste che hanno scatenato la guerra civile in Siria ed in Iraq.

 

EX Base USAF di San Vito dei Normanni:

essa oggi è adibita a deposito di materiali della BASE Logistica ONU e del Programma PAM, ma una piccola area ospita una Solar Station, la cui manutenzione è curata da contractor ed è rimasta di competenza della più grande agenzia di spionaggio degli USA, la NSA. 

 

Taranto

Martina Franca: È sede della scuola e del reparto dei Fucilieri dell’Aria, il 16° Stormo “Protezione delle Forze”. Esso è alle dipendenze del Comando delle Forze di Mobilità ed il supporto e del Comando di Squadra Aerea-1 a Regione Aerea. In questa base si tengono i corsi di formazione intensivi di durata di 5 mesi per il conseguimento del la qualifica di Fucilieri dell’Aria, ovvero di coloro che assicurano la sicurezza delle basi aeree, con la sorveglianza e l’eventuale intervento difensivo armato. Tale compito è estensibile anche nei contesti internazionali dove si installano le Base mobili dell’Aeronautica. Dal 2004 ha operato in 37 diverse missioni internazionali, in 20 teatri operativi maturando oltre 40mila ore di volo di cui 25mila per la sicurezza deglia eromobili dell’AM e di chi si trova a bordo. Il personale qualificato JTAC (Joint Terminal Attack Controller) è stato impiegato nei maggiori teatri operativi internazionali dall’Afgahanistan, Mali e Iraq oltre a partecipare alle maggiori esercitazioni internazionali 

 

La Marina militare in Puglia

La Marina militare è per la Puglia, la regione dell’Italia continentale con il più grande numero di kilometri di coste, un indiscutibile elemento identitario. La Storia con la S maiuscola è stata scritta in Puglia attraverso il ruolo avuto dai porti pugliesi nel rapporto con le genti tra le due sponde dell’Adriatico e del Mediterraneo orientale. Dalla Puglia, dopo l’8 settembre ‘43 iniziò a operare la Marina Militare Cobelligerante per la sconfitta del nazifascismo e la rinascita dell’Italia. Da allora la Marina ha vantato la sua fedeltà alla Repubblica, dimostrata, negli anni ’60 con l’opposizione ai tentativi di golpe, se pur tra i suoi vertici vi fossero elementi contigui ai servizi segreti”deviati”. In cambio ottenne dai primi governi di centro sinistra cospicui finanziamenti che portarono a un rinnovamento radicale della linea navale. Un esempio fu il varo d’incrociatori lanciamissili che potenzialmente potevano essere armati con testate atomiche tattiche, es: Caio Duilio facente parte della flotta di stanza nel porto di Taranto. Più recentemente, negli anni 90 alla Marina  militare di stanza in Puglia fu demandato il difficile compito di arginare, e provare a respingere le carrette dei profughi albanesi, promettendo in cambio un nuovo restyling della line operativa con l’ingresso a, pieno titolo di ciò che era stato sino allora un tabù, in altre parole le portaerei, vincendo la ferma opposizione della forza armata sorella, l’Aeronautica. 

Un compito “respingimento profughi albanesi” che portò alla tragedia della Kater I Reades affondata dalla corvetta Sibilla, il 28 marzo 1997.  Nonostante l’accaduto e le evidenti responsabilità, il governo Prodi difese a spada tratta l’operato della Marina. Il rapporto trasversale tra MM e l’intero arco dei partiti politici di governo ha fatto sì che essa continuasse e continui ad avere un trattamento di favore sull’argomento portaerei, con il varo della Garibaldi, della Cavour e ora della Trieste, definita nave anfibia portaeromobili di nuova generazione. La nave Trieste ha in sè, tutte le caratteristiche e finalità future deella Marina del Futuro al servizio  dell’Italia, per i compiti operativi a lei attribuiti e il suo doppio sito di dislocamento e appartenenza, Brindisi per affinità con il San Marco, e Taranto per le capacità di quest’ultima di fornirle un’ampia disponibilità di moli e servizi tecnico/logistici.

 Nave Trieste che sarà equipaggiata con i nuovi F35 a decollo verticale, ma capaci di condurre operazioni di attacco a lungo raggio. Essa è contemporanemante l’esser una nave capace di proiettare in lontani teatri di guerra l’unità di elite da sbarco di stanza a Brindisi, la Brigata Marina San Marco. Una nave quindi che dovrebbe dimostrare quella capacità dell’Italia di intervenire anche da sola, meglio se in un quadro di collborazione internazionale USA/NATO/UE/ONU, nelle crisi internazionali dove gli interessi nazionali sono messi in pericolo.  

Non è un caso che una fetta consistente del piano “Basi Blu “, finanziata per oltre due miliardi di euro coinvolga i due porti pugliesi, di Taranto e Brindisi e come le voci di adeguamento e modernizzazione di banchine e servizi a terra sia finalizzata alla piena operatività della nave Trieste, una volta giunta in Puglia dopo aver concluso l’ultimo ciclo di aggiornamento tecnologico. 

Un rapporto particolare quello della Marina con il territorio pugliese che si è andato rafforzando con la finalizzazione dell’aeroporto di Grottaglie alle esigenze degli aeromobili imbarcati di volta in volta sulle sue navi ammiraglie del nuovo millennio, Garibaldi, Cavour, Trieste e il passaggio dai vecchi Sea Harrier ai nuovi F-35. Nello stesso, luogo la compresenza delle lavorazioni della Leonardo SPA in campo ccommerciale, ma anche l’aver demandato Grottaglie e le aree di pertinenza, a sito per sperimentazioni, addestramento all’utilizzo dei droni e addirittura inserita a faraonici disegni in campo aerospaziale, ma che in questi giorni vedono i lavoratori della Leonardo e dell’indotto mobilitarsi dinanzi a prospettive di fusioni e ristrutturazioni aziendali.

 

Le Basi Blu

Il ministero della Difesa ha licenziato nel 2024 il programma Basi Blu: un piano strategico pluriennalle di 2,5 miliardi di euro per modernizzare le basi navali italiane e adeguarle agli standard NATO.

Tra i porti inseriti in esso, quello di Taranto, prevedendo il consolidamento e il dragaggio di darsene, ampliamento del Molo Rotundi e costruzione di nuove infrastrutture operative e il porto di Brindisi con adeguamento di strutture per ospitare il nuovo naviglio.(ex nave Trieste con finalizzazione di parte dei moli civili a ospitare navi  militari di grandi dimensioni) Per la base di Brindisi gli interventi principali: potenziamento logistico con ammodernamento delle opere marittime e dei servizi di banchina per ormeggio delle unità navali anfibie di nuova generazione. Proprio in queste ore (11 giugno 2026) è partita la gara telematica con procedura ristretta per progettazione ingegneristica e del coordinamento degli interventi per attuazione del piano Blu con importo iniziale stimato di euro 5milioni e 560 mila, e un ribasso che si prevede di poco più di un milione di euro e scadenza il 17 luglio 2026 presentazione offerte.

Infrastrutture e servizi con dragaggi e adeguamento reti elettriche e idriche di telecomunicazionei e carburanti i lavori sono programati dal 2028 piano pluriennale dovrebbe concludersi nel 2033.

Per Taranto, in ambito Basi Blu s’interverrà nel dragaggio dei fondali in Mar Grande, consolidamento e ampliamento delle banchine e della sezione navale di Mar Grande con due nuovi Moli . Per le gare iniziali d’ingegneria e progettazione di Taranto sono previsti un totale di 19 milioni di euro.

Nota: messo ben evidenza nell’atto di Governo presentato alla Camera il 12 gennaio 2024, la “ricaduta sulle imprese civili avrà un impatto rilevante sulle piccole e medie imprese del settore dell’edilizia, impiantistica e dell’alta tecnologia” 

 

Taranto

Arsenale Marittimo Taranto (MARINARSEN Taranto) : cura la manutenzione ordinaria e di emergenza delle navi compresa una scuola interna per addestramento allievi operai. 

Centro addestramento Aeronavale della Marina Militare (MARICENTADD) con sede a Taranto in località San Vito. Essa è strutturata in diverse sezioni che curano sia l’addestramento tattico e l’uso delle armi, che l’addestramento Aeromobili, compreso un reparto addestramento per sistemi di Piattaforma. 

Centro Ospedaliero Militare Taranto  (MARISPEDAL Taranto), sede in via Pupino 1

Centro periferico Telecomunicazioni e Informatica,  (MARITELE Taranto) sede in viale Jonio, zona Chiapparo, Nuova Stazione Navale Taranto. Importante struttura che cura la gestione smistamento e sicurezza dei dati  e l’assistenza software e Hardware dei supporti informatici, simulatori e telecomunicazioni della stazione navale di Taranto.

Circolo sottufficiali Taranto (MARICIRCOSOTTUFFICIALI Taranto)

Idem CIRCOLI per Ufficiali a  Brindisi e Taranto

Comando della 2° Divisione Navale  (COMDINAV DUE): sede  Stazione Navale Mar Grande. Taranto.

Comando delle Forze Aeree (  COFORAER) sede appartenenza comando in Capo della SQUADRA NAVALE (CINCNAV) sede via della Storta, Roma, ma operative in Puglia, Grottaglie, Ta.

Comando Flottiglia Sommergibili Taranto (COMFLOTSOM Taranto), sede Piazza Ammiraglio Cattolica  1 .

Comando Interregionale Marittimo Sud ( MARINA SUD), sede Corso Due Mari, 38 .,Taranto

Comando Secondo Gruppo Navi Ausiliarie(COMGRUPAUS DUE), sede Stazione Navale Mar Grande Taranto, viale Jonio, 2

Comando Stazione Navale Taranto (MARISTANAV Taranto), sede in viale Jonio

Comando Zona dei Fari e dei Segnalamenti Marittimi di Taranto (MARIFARI TARANTO), sede in rampa Leonardo da Vinci, Taranto

Dipartimento Militare di Medicina  Legale  Bari Palese (DMML Bari Palese ) 5° commissione medica Ospedaliera di Taranto, sede in via Pupino ma ente di apparteneneza  il dipartimento militare di Medicina Legale –Bari Palese

Direzione Commissariato della Marina Militare Taranto (MARICOMMI Taranto), sede in via Acton, Taranto: cura quello che genericamente è chiamato il casermaggio, ovvero la logistica, non da combattimento. Curiosità : ha anche una sezione “soggiorno montano  Camigliatello Silano…

Direzione di Munizionamento Marina  Taranto (DIREMUNI Tarantoi), sede nello storico deposito di Buffoluto, zona Buffoluto, poco distante area ITALSIDER.

Direzione Genio Militare Marina Militare Taranto (MARIGENIMIL Taranto), sede in rampa Leonardo, Taranto.

Infemeria presidaria  di Taranto( MARINFERM Taranto), sede in via Pupino, Taranto

Scuola Sottufficiali dela Marina Militare Taranto (MARISCUOLA Taranto), Largo Bezzi Capitano di corvetta, Ta, ente di appartenenza Comando delle scuole (MM – MARICOMSCUOLE

MARICENTADD Taranto, Centro Addestramento Aeronavale , 6000 militari, a 10 km sud Taranto, faro capo San Vito

Grottaglie

GRUPPO SUPPORTO AEREI IMBARCATI DELLA MARINA MILITARE ( GRUPAER) Sede presso aeroporto di Grottaglie (Taranto)

Quarto gruppo elicotteri della Marina Militare, ente appartenenza MARISTAER GROTTAGLIE, sede Aeroporto Grottaglie, TA.

Stazione Aeromobili della Marina mm  MARISTAER. Aeroporto Grottaglie

GROTTAGLIE MARISTAER, ospita il gruppo  AEREI AD ALA FISSA MARINA 

 

Brindisi

QUARTIER GENERALE DELLA BRIGATA MARINA SAN MARCO, via dei Mille Brindisi.

Brigata marina San Marco  sede a Brindisi, nello storico castello di Terra (Svevo-Angioino) COMFORSBA

Essa è strutturata su 3 reggimenti  

1 Reggimento San Marco:  con sede a Brindisi in località Restinco

2 Reggimento San Marco: con sede a Brindisi in località Restinco

3 Reggimento San Marco: sede a Taranto  con compiti amministrativi 

Centro secondario Telecomunicazioni ed Informatica Brindisi (MARITELE Brindisi), con sede nel Castello Svevo, Brindisi.

Circolo Sottufficiali  della MM Brindisi (MARICIRCSTUFFICIALI Brindisi), sede in via dei Mille 

COMANDO della 3° Divisone Navale (COMDINAV TRE) sede a Brindisi via dei Mille

COMAPAGNIA SDI BRINDISI sede in via prov san Vito, caserma Carlotto . è quella addetta alla sicurezza con un plotone  diistanccato al quartier generale FDS, uno a Maristanv e uno al DEPOMUNI Mesagne.

Deposito, polveriera contrada Acquaro, Mesagne, Brindisi. Ospita anche un reparto di manutenzione del San Marco

Direzione Intendenza Marina Militare Brindisi (MARINTENDENZA Brindisi), sede in via dei Mille. BR. Ente di appartenenza CINCNAV,  Nota: cura anche il punto di controllo NATO, sede, via dei Mille, Castello Svevo. CASTELLO 

Gruppo mezzi da sbarco  della MM, sede in via dei Mille a Brindisi, Castello : cura l’efficienza dei mezzi da sbarco, i barchini, laddestramento agli stessi, ecc

 

Le Navi

 

Taranto

Nave Alpino, Nave Andrea Doria, Nave Bergamini, Nave Carabiniere, Nave Cavour, Nave Etna, Nave Luigi Durand de la Penne, Nave Federico Martinengo, Nave Mimbelli, Nave Porto Pisano, Nave Procida,  Nave Saturno, Nave Tenace, Nave Thaon di Revel, Nave Nulcano

Nota: nave Garibaldi, è stata ceduta gratuitamente all’Indonesia, nonostante il suo valore di 54 milioni di euro ed è in riserva presso il molo di Taranto: il costo di mantenerla per il 2025 è stato di 5 milioni .

 

Brindisi

Nave Ciclope, Nave Esploratore, Nave Porto Corsini, Nave Staffetta, Nave Vedetta.

Le navi del San Marco: Nave anfibia San Giorgio, Nave anfibia San Giusto, Nave anfibia San Marco.

La Nave TRIESTE, nuova ammiraglia della MM, dipendente da  COMDINAV 3 (Brindisi)  nave multiruolo, in attesa dei lavori per il “porto Blu” di Brindisi, sarò collocata momentaneamente a Taranto.


Vai al dossier per approfondire i temi della Marcia Gravina-Altamura 2026