(Ivana Guagnano)

L’aeroporto militare Antonio Ramirez sito a meno di 1 km dalla cittadina di Gioia del Colle (BA) é una delle piú importanti Basi della Difesa Aerea nazionale e vede la sua fondazione negli anni della I guerra mondiale.

Secondo alcuni documenti dello Stato Maggiore dell’Aeronautica e dell’Amministrazione provinciale di Bari, il Campo Scuola di Gioia viene aperto alla fine del 1916 per poi essere chiuso, come Campo Scuola, qualche mese dopo la fine della guerra.

Il campo torna ad essere operativo e rilevante negli anni della seconda guerra mondiale, quando viene ampliato e utilizzato da diversi reparti della Regia Areonautica.

Negli anni del secondo dopoguerra resta sotto il controllo degli Alleati fino agli anni 50, quando passa alle dipendenze della scuola di Volo di Galatina e riprende la sua originale attivitá di Campo Scuola.

Alla fine degli anni 50, in piena “Guerra Fredda”, viene designata come sede di un Reparto dotato di missili balistici con testata nucleare, la 36’ Brigata Aerea di Interdizione Strategica.

Successivamente diventa sede di uno Stormo Operativo con capacitá duale di difesa e di attacco.

L’Aeroporto Ramirez ha giocato un ruolo chiave nei conflitti recenti, in particolare nelle guerre balcaniche degli anni 90, operando come una delle princiali basi della NATO e dell’Aeronautica Militare.

Si ricordano le operazioni:

Deny Flight (1993 – 1995)

Deliberate Force (1995)

Allied Force e Sharp Guard (1998 – 1999)

Crisi in Libia (2011)

Attualmente costituisce uno degli avamposti strategici piú importanti del Sud Italia ed é il secondo aeroporto militare piu esteso di Puglia, con una superficie di circa 540 ettari e un perimetro di 15 km.

Tra la fine degli anni 70 e la fine degli anni 90 l’Aeroporto militare é stato interessato da diverse manifestazioni di protesta organizzate dai movimenti pacifisti pugliesi.

L’ultima marcia verso l’Aeroporto militare risale al 1999. Una marcia di protesta del 2001,  non riusci a raggiungere I cancelli della base.

Da allora I riflettori del movimento pacifista e antimilistarista di puglia si sono spenti su uno degli avamposti militari piú etesi, attivi e strategici di tutto il Meditarraneo.

Nel Dicembre del 2019 uno “studio epidemiologico sulla mortalitá per tumori nel Comune di Gioia del Colle e sulle possibili cause ambientali” basato su dati rilevati nel quinquennio compreso tra il 2012 e il 2016 ha rilevato una incidenza di alcune specifiche patologie tumorali particolarmente alta per un territorio non interessato dalla presenza di importanti impianti industriali.

Nell’ autunno del 2021 nel corso di alcune esercitazioni nella base aerea di Gioia del Colle, circoló per poche ore, a mezzo social parte di un documento ufficiale da cui si evinceva che le esercitazioni in corso nell’aeroporto militare avevano richiesto l’attivazione dello stato di allerta presso il Centro Antiveleni di Foggia, nel caso in cui si fossero verificati incidenti che avrebbero potuto coinvolgere sia il personale della base, che la cittadinanza.

Poiché il documento risultava parziale e il suo contenuto era piuttosto allarmante, il Comitato cittadino per la Salute e l’Ambiente di Gioia del Colle invió una richiesta formale di delucidazioni direttamente al Centro Antiveleni di Foggia, il quale confermó la veridicitá del documento e dello stato di allerta.

Inoltre un consigliere comunale di minoranza sollevó la questione nella prima seduta utile del Consiglio Comunale di Gioia del Colle, rivolgendo una interrogazione con richiesta di chiarimenti e rassicurazioni direttamente al Sindaco.

Quest’ultimo ammise di essere a conoscenza della circolazione del documento in questione e ne confermó l’autenticitá, ma non vi fu nessuna risposta né chiarimento alcuno alla cittadinanza relativamente ai rischi verificatisi o possibili legati a quelle particolari esercitazioni.

Nel 2024, a seguito dell’episodio che vide Piazza Plebiscito occupata da mezzi pesanti dell’Esercito e l’allestimento di un campo di military fitness che vide  I bambini e I ragazzi delle scuole locali indossare giubotti antiproiettili e cimentarsi in flessioni e esercitazioni da marines, il comitato cittadino per la Pace di Gioia del Colle chiese al Consigliere di maggioranza Lucio Romano, in occasione di una assemblea pubblica dello stesso comitato di avviare un dialogo con le autoritá militari dell’Aeronautica Militare presente in loco al fine di chiedere maggiore trasparenza circa le attivitá della base. Quella richiesta, nonostante l’impegno assunto dal suddetto consigliere, non ha mai trovato seguito.

Piú di recente, nel marzo del 2026, subito dopo l’attacco all’Iran da parte delle Forze armate Israeliane e Statunitensi, la Consigliera Comunale di minoranza Daniele De Mattia, presentava in |CC una mozione urgente avente ad oggetto: “Richiesta di istituzione di un tavolo tecnico di confronto con il Ministero della Difesa e le Autoritá aeroportuali in merito all’impiego della base militare di Gioia del Colle nel conflitto in Medio Oriente”.

Si riporta la parte conclusiva del testo della mozione e l’impegno richiesto al Sindaco e alla Giunta:

CONSIDERATO CHE:

  • In scenari di guerra aperta o di supporto logistico attivo, le comunità ospitanti basi militari di tale importanza diventano, di fatto, aree sensibili sotto il profilo della sicurezza e dei potenziali obiettivi strategici;
  • La cittadinanza di Gioia del Colle manifesta una legittima preoccupazione riguardo al nuovo fronte bellico e al ruolo che lo scalo militare locale sta assumendo o potrebbe assumere nelle prossime ore/giorni;
  • È dovere del Sindaco, in qualità di prima autorità cittadina e garante della salute e della sicurezza pubblica, informare la cittadinanza su eventuali piani di emergenza o sull’entità del coinvolgimento del territorio.

TUTTO CIÒ PREMESSO E CONSIDERATO, IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA:

  1. Ad attivarsi con estrema urgenza presso il Ministero della Difesa e il Comando dell’Aeroporto Militare per richiedere l’apertura di un tavolo di confronto permanente sulla situazione corrente.
  2. A rimarcare presso le istituzioni competenti la necessità di informazioni circa l’eventuale transito di armamenti, l’innalzamento dei livelli di allerta della base e le implicazioni che tale attività comporta per la sicurezza della popolazione civile.
  3. A riferire in Consiglio Comunale, durante il prossimo Consiglio Comunale o quanto prima, in base alla valutazione dell’urgenza, sugli esiti dei primi contatti con le autorità competenti.
  4. A farsi portavoce presso il Governo Centrale della contrarietà della comunità locale a un coinvolgimento bellico che prescinda dal dettato dell’Art. 11 della Costituzione Italiana.

Nonostante la mozione sia stata voltata e adottata dal Consiglio Comunale, alla data odierna non risulta che l’impegno preso di fronte alla cittadinanza abbia trovato attuazione.

In compenso si rileva, da oltre un ventennio a questa parte una forte propaganda militarista da parte dello Stormo di stanza presso l’Aeroporto di Gioia del Colle e una presenza costante delle autoritá militari locali nella vita sociale della cittadina.

La base viene presentata come una sorta di circolo sociale, sportivo e ludico – ricreativo dove si organizzano frequentemente aperitivi al tramonto all’hangar, tornei di burraco, concerti, spettacoli di beneficienza, seminari sulla salute e l’ambiente e molto altro.

Le autoritá politiche locali non perdono occasione per ribadire, a nome di tutta la comunitá, il legame di “buon vicinato” tra la base e la cittadinanza e l’integrazione tra la comunitá militare e quella cittadina.

Il 36’ Stormo si distingue mensilmente per operazioni di solidarieta e beneficienza a vantaggio di associazioni locali varie.

A questa massiccia propaganda militarista fa da contraltare il silenzio delle autoritá politiche e militari della base aerea relativamente a tutta una serie di questioni che hanno a che fare con la qualitá della vita, la salute, la tutela del territorio e la sicurezza dei cittadini.

In particolare:

  • PIANO DI EMERGENZA IN CASO DI INCIDENTE O ATTACCO: la popolazione é all’oscuro di come dovrebbe comportarsi in caso di attacco o incidente o disastro aereo:
  • VALUTAZIONI DI IMPATTO AMBIENTALE INESISTENTI: non esistono rilievi circa l’inqunamento dell’aria, dell’acqua e del suolo legati ai voli che quotidianamente sorvolano il centro abitato e le campagne del Comune di Gioia del Colle.
  • INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO: Non esistono rilievi circa l’inquinamento elettromagnetico causato dai dispositivi radar in uso presso la Base.
  • INQUINAMENTO ACUSTICO: Non esistono rilievi relativi al forte inquinamento acustico causato e al conseguente impatto sulla qualitá della vita dei residenti, causato dai voli di velivoli militari, caccia, boeing ad eliccotteri che sorvolano quotidianamente I cieli cittadini dalle ore 8.00 alle ore 23.00.
  • VALUTAZIONI DI RISCHIO SANITARIO: La mancanza di valutazioni varie di impatto ambientale determina l’impossibilitá di valutare dei possibili rischi di carattere sanitario per la popolazione locale.

Auspichiamo che le istanze e le problematiche sopra esposte possano trovare nel progetto della Marcia Gravina – Altamura una cassa di risonanza importante non solo per la popolazione  di Gioia del Colle ma per tutte le realtá pugliesi e nazionali vittime inermi della presenza delle servitú militari che occupano i nostri territori.


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