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Il Parco che non c'è

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 30 Maggio 2006

Il Parco nazionale dell'Alta Murgia è stato istituito già da due anni. Sembra quindi legittimo domandare “che aria tira” e se e come riuscirà a spegnere le due candeline del suo secondo compleanno.
Lo diciamo subito, per evitare equivoci:
l’aria che tira non è delle migliori.
E come potrebbe essere diversamente quando, al di là delle intenzioni proclamate, si registra una assoluta continuità  con un passato che non passa, ovvero con tutte quelle modalità di gestione del territorio che, appunto, si è voluto modificare con l’istituzione del parco?...

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Autorizzato un impianto eolico di 4 pale a Minervino Murge

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Categoria: Impianti eolici
Pubblicato: 30 Maggio 2006

Autorizzazione Unica alla costruzione ed all’esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonti eolica di potenza totale di 6,50 MWe composto da n. 4 aerogeneratori, nonché le opere connesse e le infrastrutture indispensabili alla costruzione dell’impianto stesso da realizzarsi in località Goglia del Comune di Minervino Murge (Ba)

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Sacco, Vanzetti e...Sante Cannito

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 30 Maggio 2006

 «Ho incontrato Sacco e Vanzetti tra le carte di un vecchio anarchico» - Corriere del Mezzogiorno 23/05/2006 Michele Santeramo racconta come nasce lo spettacolo dedicato ai due «martiri» italiani emigrati in America


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Concorso 'Un'idea per il logo del Parco'

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 16 Maggio 2006

L'Ente Parco Nazionale dell'Alta Murgia ha bandito un concorso che ha come finalità l'acquisizione di una proposta per il logo del Parco Nazionale dell'Alta Murgia.
Le proposte dovranno essere presentate entro le ore 12,00 del 9 giugno 2006.
Per saperne di più

Convegno nazionale contro il nucleare

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Categoria: Guerra e Pace
Pubblicato: 02 Maggio 2006

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Il 7 maggio nei pressi di Canosa "Danze tradizionali in cerchio"

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 02 Maggio 2006

Associazione Culturale Lamaserena organizza il
7 maggio una giornata dedicata alle:
DANZE TRADIZIONALI IN CERCHIO

I popoli di tutto il mondo hanno vissuto la danza come una delle espressioni più importanti e coinvolgenti! Tenendoci per mano eseguiremo danze popolari di vari paesi del mondo : greche, bretoni, indiane…. Per sperimentare la forza unificante e armonizzante del cerchio e del danzare insieme.

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3° Forum intercomunale "ambito murgiano" sullo Sviluppo Sostenibile

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 02 Maggio 2006

Vi segnaliamo il 3° Forum intercomunale "ambito murgiano" sullo Sviluppo Sostenibile, organizzato dall'Agenzia per l'Ambiente del Patto T.N.B.O. che si terrà venerdì 5 maggio alle ore 16:30 presso Palazzo Ducale - Montegrosso Andria.
Il forum vedrà la partecipazione dei comuni di Andria, Corato, Spinazzola e Minervino e sarà propedeutico alla stesura della nuova Relazione sullo Stato dell'Ambiente del territorio nord barese - sud foggiano.

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La storia di Jean-Sélim Kanaan

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Categoria: Guerra e Pace
Pubblicato: 30 Aprile 2006

Adriano Sofri: La storia di Jean-Sélim Kanaan, uno strano pacifista, autore di La mia guerra all'indifferenza. Marco Tropea Editore 

da La Repubblica (7.12.2004)

Ho letto un libro e voglio parlarvene, perché ha due ragioni forti di interesse. La prima è in quel che contiene. La seconda ve la dirò alla fine. L´autore è Jean-Sélim Kanaan, s’intitola "Ma guerre à l´indifférence", è uscito in Francia nel novembre 2002 e in Italia nel dicembre 2004.

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Convegno - La conservazione dei rapaci nella rete natura 2000: esperienze a confronto

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 19 Aprile 2006

Piano di azione per la Conservazione del Nibbio Reale e del Nibbio Bruno nel psic Bosco Difesa Grande
6/7 Maggio 2006
Auditorium
Chiesa di San Sebastiano
Gravina in Puglia (Bari)


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Pax Christi risponde a Bondi (Forza Italia)

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 07 Aprile 2006

La risposta di mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi a Bondi (Forza Italia) a proposito dell'opuscolo inviato in questi giorni alle parrocchie, comunità religiose, gruppi e movimenti, in cui si presentano "I frutti e l'albero" con la dicitura:"Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa".
"Come credenti da sempre impegnati nelle nostre comunità - afferma mons. Tommaso Valentinetti -  non possiamo tacere lo sconcerto e lo stupore per questa pubblicazione."



Pax Christi: Chiesa, Politica e Dottrina sociale della chiesa
lettera aperta a Sandro Bondi


In questi giorni è arrivato nelle parrocchie, comunità religiose, gruppi e movimenti, un opuscolo di Forza Italia in cui si presentano "I frutti e l'albero" con la dicitura:"Cinque anni di Governo Berlusconi letti alla luce della dottrina Sociale della Chiesa". Come credenti da sempre impegnati nelle nostre comunità non possiamo tacere lo sconcerto e lo stupore per questa pubblicazione. Non ci sembra che in questi ultimi tempi ci siano state date indicazioni sul ricompattamento dei cattolici in politica.

Vorremmo mantenerci attenti e ‘inquieti’ (come diceva don Mazzolari), appassionati alla vita reale e quotidiana. Un quotidiano che ci lega ai poveri, alla vita delle nostre famiglie, alla vita dei giovani, alla storia degli stranieri, alla fatica degli educatori, alle attese delle donne, all'impegno della società civile, alla testimonianza delle nostre comunità, all'ambiente che ci accoglie e alla terra che ci nutre, alla dignità di ogni cittadino, alla vita di tutte e di tutti.

Questo è quello che vorremmo, e questa appassionata inquietudine ci nasce dal confronto col Vangelo, con la Buona Novella per i piccoli, per i poveri, per gli ultimi, per l'umanità. Questo è il nostro punto di vista. Non possiamo accettare che alcun partito si presenti come garante della Dottrina Sociale della Chiesa.  Non si può accettare anche alla luce delle indicazioni che ci sono venute dall’Encilica di Benedetto XVI, Deus Caritas Est, che distingue nettamente il ruolo della Chiesa e il ruolo della politica.

Lasciateci liberi, nella nostra intelligenza di credenti, cittadini ed elettori. Abbiamo visto, valuteremo e sapremo esprimerci. Non è questione di schieramenti, sia ben chiaro, la Chiesa non ha lo scopo di definire esplicitamente voto o orientamento politico ma di servire, alla luce del Vangelo, l'umanità che gli è stata affidata. Non si tenti di comprarci. Rispettate la nostra libertà di coscienza. Per questi motivi abbiamo pensato di scrivere questa lettera aperta all'onorevole Bondi.  

8 marzo 2006  
+ mons. Tommaso Valentinetti, Presidente di Pax Christi







LETTERA APERTA all'On. SANDRO BONDI (Forza Italia)
Camera dei Deputati Palazzo Montecitorio  00186  ROMA   

Onorevole Bondi,
abbiamo ricevuto l’opuscolo “I frutti e l’albero, cinque anni di governo Berlusconi letti alla luce della dottrina sociale della Chiesa”  che, riteniamo, sia stato inviato a tutte le parrocchie e le comunità religiose in Italia. E’ giunto anche alla nostra Casa per la Pace in Firenze.

Non possiamo nascondere lo stupore o meglio, la nostra indignazione, non perchè lei ci ha inviato pubblicità elettorale, cosa legittima e che molti fanno, ma per aver avuto l’ardire di affermare che molti provvedimenti dell’attuale Governo sono in “forte consonanza con la dottrina sociale della Chiesa”. Si potrebbe e si dovrebbe discutere a lungo delle scelte di questo Governo ben più disinvolte di quelle indicate nell’opuscolo come fedeli alla Dottrina Sociale della Chiesa ….  

E facciamo solo alcuni esempi.

  1. Le leggi ad personam,
  2. il mancato provvedimento per i detenuti (nonostante le 26 interruzioni con applausi durante l’intervento di Giovanni Paolo II in Parlamento che chiedeva un atto in quella direzione),
  3. impoverimento di molte persone,
  4. legge Bossi-Fini (più repressiva che altro: dalla relazione della Corte dei conti per l’anno 2004, le spese per “misure di sostegno” risultano pari a 29.078.933 euro contro i 115.467.102 euro per quelle di contrasto, fra cui rientrano i costi per i cosiddetti CPT - Centri di permanenza temporanea),
  5. il mancato sostegno alla cooperazione internazionale (siamo l’ultimo tra i Paesi donatori Ocse, con lo 0,15% del PIL per il 2005),
  6. la riduzione drastica del Fondo per lo Sminamento Umanitario,  
  7. l’incremento inarrestabile delle spese militari (una spesa pari a 478 dollari pro-capite annui, a fronte di appena 545 euro per stato sociale, contro i 1.558 di media UE),
  8. il sostegno alla guerra in Iraq motivata con continue menzogne,
  9. il tentativo di modificare la legge 185 e di impedire il controllo parlamentare del commercio delle armi,
  10. il mancato finanziamento e sostegno ai giovani in Servizio Civile (malgrado la Corte Costituzionale abbia stabilito che sia il servizio civile che quello militare concorrono alla difesa della Patria, al primo si assegnano  224 milioni di euro, ed al secondo 19.021 milioni di euro, più 1.200 milioni di euro per le missioni militari e vari fondi fuori bilancio della difesa per nuovi sistemi d’arma),
  11. la mancata cancellazione del debito dei paesi poveri (a cinque anni dalla storica assunzione di responsabilità nell'anno del Giubileo, inoltre, l'Italia può "vantare" di non avere nemmeno rispettato gli obblighi derivanti  dalla legge 209/2000, che prevedeva una cancellazione di 6 miliardi di euro, mentre ad oggi ne sono stati cancellati solo 2,5 miliardi) 

e molte altre cose tra cui, cosa non secondaria,
il coinvolgimento di autorevoli personaggi nella tristemente nota Loggia massonica P2.   

Ma non è solo di questo che ora vorremmo parlare.
Ci indigna l’arroganza, la mancanza di pudore, la presunzione nel presentarsi come interpreti fedeli del magistero, della Dottrina Sociale della Chiesa e delle radici cristiane; l’uso strumentale dei riferimenti religiosi per il proprio potere; il tentativo di blandire gli interlocutori con sdolcinati riferimenti al magistero della Chiesa. 
E’ un’offesa alla serietà della politica. E’ un’offesa alla Dottrina sociale della Chiesa.
E, se permette, è un’offesa anche alla intelligenza degli elettori, e quindi anche nostra.  
Se vuole far campagna elettorale non utilizzi a proprio uso e consumo i riferimenti religiosi, cosa che purtroppo capita spesso a qualche autorevole esponente del suo gruppo politico.  

In conclusione le proponiamo un testo che può aiutare tutti nella riflessione e nella conversione.
Essendo stato scritto nel V secolo dopo Cristo, è al di sopra di ogni sospetto: 
“ Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso, un nemico che lusinga..., non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre; non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro”.      (Ilario di Poitiers, V sec. d. C.)   

Pax Christi Italia

Quando c'era Silvio

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 07 Aprile 2006

Un film che non vedremo mai in TV

di:
Beppe Cremagnani e Enrico Deaglio
Con la partecipazione di: Lella Costa
Musiche di: Carlo Boccadoro
Regia di: Ruben H. Oliva

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L'ennesima proroga (la settima) della Provincia di Bari sullo stabilimento Tersan a Grumo

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Categoria: Discariche e smaltimento rifiuti
Pubblicato: 06 Aprile 2006

Settima proroga per l'impianto ex Tersan.
I rifiuti macchiano la giunta provinciale di Divella

(www.altamura2001.com)
Lunedì, 3 aprile 2006, la Giunta della Provincia di Bari ha disposto la settima proroga per la conclusione del procedimento di riesame dell’autorizzazione alla realizzazione, da parte della Tersan Puglia (ora Prometeo 2000), di un impianto di trasformazione di rifiuti urbani e speciali in fertilizzanti e compost al confine tra i Comuni di Grumo e Altamura.

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La Giunta Regionale detta modalità e termini della valutazione di incidenza ambientale.

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 04 Aprile 2006

Con Deliberazione n.304 del 14 marzo 2006 (pubblicata sul B.U.R.P. n.41 del 30/03/2006) la Giunta Regionale ha fissato i termini e le modalità del procedimento amministrativo della valutazione di incidenza ambientale prescritta dalla normativa comunitaria e nazionale per le aree ricadenti nelle Zone di protezione speciale (ZPS) e nei proposti Siti di importanza comunitaria (pSIC).

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Capire la questione delle attività estrattive sull'Alta Murgia

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Categoria: Cave e attività estrattive
Pubblicato: 03 Aprile 2006
P.R.A.E. - Piano Regionale delle Attività Estrattive Puglia
Problematiche ambientali connesse all’estrazione dei materiali lapidei.
Un'interessante documento in formato .pdf per capire tutte le problematiche legate alle attività estrattive sull'Alta Murgia.
P.R.A.E. - Piano Regionale delle Attività Estrattive Puglia
Problematiche ambientali connesse all’estrazione dei materiali lapidei.
Un'interessante documento in formato .pdf per capire tutte le problematiche legate alle attività estrattive sull'Alta Murgia.

Studi per il Piano di Area dell’Alta Murgia - Report finale

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 23 Marzo 2006

È finalmente disponibile, per essere liberamente scaricabile, il Report finale degli Studi per il Piano di Area dell’Alta Murgia. Lo studio è il frutto di uno studio approfondito, coordinato dal prof. Dino Borri.

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Murgia avvelenata. Gli esiti della conferenza dei servizi del 28 novembre 2005

Dettagli
Categoria: Murgia \"avvelenata\"
Pubblicato: 23 Marzo 2006

Murgia avvelenata. Gli esiti della conferenza dei servizi del 28 novembre 2005

 
GLI ESITI DELLA CONFERENZA DEI SERVIZI DEL 28 NOVEMBRE 2005. Confermata nei terreni la presenza di metalli pesanti (cromo totale, piombo, rame e zinco).
Vi proponiamo il resoconto della riunione che si è tenuta presso gli uffici del Commissario delegato per l'emergenza ambientale nella Regione Puglia.

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Sottocategorie

Cave e attività estrattive

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Progetti, bandi, lavoro

Marcia 2026

Il Parco dell’Alta Murgia: è nato, ha più di vent’anni, ma non vuole crescere

(Centro Studi Torre di Nebbia)

 

La memoria, si sa, è una freccia capace di andare avanti e indietro nel tempo. In quest’epoca così deprimente la memoria sembra irretita come non mai e rischia, perciò, di non essere il supporto necessario per orientare le nostre azioni verso un futuro migliore. Quanto ancora poco note, per esempio, sono le storie di comunità e di territori considerati ancora oggi "marginali" dalle geografie politiche ed economiche dominanti. È, questo, il caso dell’Alta Murgia, un territorio che è stato per troppi anni preda di tumultuosi mutamenti che hanno compromesso pericolosamente il suo grande patrimonio storico-culturale e i suoi ecosistemi fisici e biologici. Con i suoi centomila ettari questo territorio "nudo", circondato da tredici comuni, è l'ultimo esempio di pseudosteppa mediterranea della Penisola, con più di 1500 specie di piante selvatiche, con 88 specie di uccelli nidificanti tra cui spicca quella del Falco Naumanni le cui colonie migratorie dall’Africa sub-Sahariana sono le più importanti del mondo e, per la presenza secolare di innumerevoli masserie da campo e di pecore, rappresenta il maggiore e peculiare sito di archeologia rurale d’Italia.

In questa “area interna” della Puglia centrale, tra l’Appia e la Traiana, almeno a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, si sono vissute esperienze intense, anche molto conflittuali, tra chi voleva destinarla ad area di risulta e chi, invocando altre conoscenze e ragioni, vi si opponeva. Fu il governo italiano a volere che qui fossero collocate le basi per i primi missili atomici. 

Il 5 settembre 1959, infatti, il personale USA viene dispiegato in Italia e comincia l’istallazione del “sistema d’arma Jupiter”, operazione che si conclude il 20 giugno 1961, quando anche l’ultima base diventa operativa. Prima che nella Turchia, i missili Jupiter vengono istallati, unico sito dell’Europa occidentale, in Italia. Dieci campi di lancio, ciascuno con 3 missili a testata nucleare della potenza di 1,45 megatoni, ovvero con una capacità distruttiva cento volte superiore alle bombe atomiche che rasero al suolo Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Oltre le due basi lucane (Irsina e Matera), le altre otto vengono “ospitate” sull’altopiano delle murge baresi, quasi tutte dislocate lungo il tracciato della Via Appia (Spinazzola, Gravina, Altamura, Acquaviva, Gioia del Colle, Laterza, Mottola).

Nel gennaio 1963 gli USA, durante la crisi di Cuba, decidono di smantellare le basi. Fu quello forse il momento in cui in Italia si produsse piú intensamente un dialogo pubblico a piú voci sul tema della pace e del disarmo, disarticolandolo così dal monopolio quasi sempre strumentale cui l’avevano ridotto fino ad allora i partiti politici di entrambi gli schieramenti. Quel movimento, composto certamente di varie “anime”, si rese perciò piú concreto, non limitandosi solo a rivendicare il disarmo e la pace ma indicando sul proprio territorio la presenza fisica di quel che si contestava: le basi missilistiche sulla Murgia.

Fu così che, dopo assemblee pubbliche svoltesi in varie località delle province di Bari e di Matera, si svolse nelle principali di Altamura (e NON, come alcuni scrivono, da Gravina ad Altamura) la Marcia della Pace la domenica del 13 gennaio 1963. Fautore dell’iniziativa fu un gruppo di intellettuali pugliesi e lucani raccolti in un “Comitato Promotore per la Marcia della Pace”, patrocinato da Tommaso Fiore e dal prof. Fabrizio Canfora, a cui aderirono le Camere del Lavoro, varie sigle sindacali, le sezioni dei partiti di sinistra (PCI, PSI, PSDI), oltre alle migliaia di cittadini che firmarono l’Appello del “Comitato degli intellettuali baresi” Nel giugno dello stesso anno, l’ultimo missile Jupiter sarà rimosso dalla Murgia e imbarcato oltre oceano. Questa vicenda, svoltasi nel giro di poco meno di un lustro, sembra non aver lasciato traccia nella memoria dei contemporanei e, a distanza di più di mezzo secolo, di quelle basi, tranne qualche eccezione, non restano che ruderi senza testimoni.

Nel cuore del Meridione d’Italia si decise, allora, di collocare 30 bombe nucleari puntate verso l’Est e pronte ad esplodere, anche in loco, così da far sparire dalla faccia della terra ogni forma di vita in un raggio di centinaia di chilometri. (Nonostante la documentazione italiana sull’argomento resta ancora segretata, si rinvia a: L. Nuti, La sfida nucleare. La politica estera italiana e le armi atomiche 1945-1991, Il Mulino, Bologna, 2007; P. Castoro, La Murgia nella Guerra Fredda, dai missili atomici agli itinerari della pace, Torre di Nebbia, Matera, 2008).

Alcuni anni dopo, i missili lasciarono il posto a cinque Poligoni di tiro militare...

Fino agli anni ’70, infatti, il Patto di Varsavia e il conseguente “pericolo comunista” spingono le Forze Armate italiane e la NATO a guardare al Nord est italiano come zona ad alto rischio dove accumulare le principali servitù militari. Con la crisi petrolifera prima e la fine del Patto di Varsavia poi, con il crescere delle tensioni nell’area del Mediterraneo, si assiste ad uno spostamento dell’attenzione della NATO, con la creazione di una “task force” capace di intervenire nei punti caldi delle nuove tensioni che ha, tra altre numerose basi militari, nel porto di Taranto e nell’aeroporto di Gioia del Colle i suoi capisaldi offensivi.

In questo quadro internazionale mutato, vengono riviste anche le servitù militari presenti sull’Alta Murgia: l’esercito ha sempre più bisogno di ritagliarsi uno spazio consistente di territorio e di averlo a propria completa disposizione, dove poter fare esercitare le brigate motorizzate, i nuovi aerei Tornado...

La presenza complessiva delle servitù militari (stabilite dalla Legge 24 dicembre 1976, n° 898 e successive modifiche) si accresce quindi sempre più in tutta la Puglia che, nel giro di pochi anni, diventa una delle regioni più militarizzate d’Italia.

È degli anni ’80 una vasta mobilitazione di agricoltori e allevatori che protestano contro l’espropriazione media di 150 giorni all’anno dei loro terreni e di una presenza militare che rende di fatto impossibile ogni ipotesi di sviluppo agricolo e zootecnico ma anche turistico dell’area.

Il crescente interesse militare all’Alta Murgia si concretizza in una delibera regionale (n° 400 del 23 febbraio 1983) con la quale si destina, a poligoni militari permanenti, un’area complessiva di 14.000 ettari. Una elargizione incomprensibile da parte della Regione Puglia, in quanto le autorità militari chiedevano ufficialmente, nel loro promemoria (1980): “la disponibilità certa e stabile di un poligono di 4000 /4500 ettari”.

I poligoni sono quelli di “Parisi Vecchio”, di “Madonna di Buoncammino” e di “Torre di Nebbia”, quest’ultimo, di circa 10.000 ettari, nei pressi della polveriera di Poggiorsini. Gli altri due poligoni sono quelli di “Sentinella” e di “Monte Scorzone”.

L’opposizione a detta delibera comincia a concretizzarsi nella mobilitazione popolare che sfocia in una prima “Marcia della Pace” nel dicembre del 1985 da Gravina ad Altamura.

È del 1986 la lettera di don Tonino Bello, “Il sogno di Isaia”, firmata da circa 10.000 persone e presentata al Consiglio Regionale e, soprattutto, di un suo documento, firmato da altri sette vescovi pugliesi, “Terra di Bari, terra di pace”, che trova uno straordinario consenso. La grande seconda “Marcia per la pace” Gravina-Altamura del 19 dicembre 1987, organizzata dal “Coordinamento contro la Militarizzazione e per lo Sviluppo dell’Alta Murgia”, registra un coinvolgimento di massa. 

La manifestazione riesce, tuttavia, solo a congelare l’esproprio ma non ad abrogare la delibera regionale.

Da quel momento in poi l’impegno dei Comitati territoriali dell’Alta Murgia (CAM) e del Centro Studi Torre di Nebbia, è consistito principalmente nel cercare di individuare le linee di un progetto di sviluppo eco-compatibile in grado di rispondere alle esigenze di tutela del territorio e alla vocazione di pace delle popolazioni che lo abitano. In questa direzione si sono mosse le altre due Marce Gravina–Altamura, la prima l’8 novembre 2003, con la partecipazione di circa 15 mila persone, e la seconda, il 14 maggio 2004, con oltre 10 mila. 

La Marcia del 2003 fu la risposta di massa soprattutto contro lo sversamento su ampie superfici dell’Alta Murgia (Contrada Cervone e Murgia Franchini) di rifiuti tossici e nocivi (Caso della “Murgia avvelenata”, balzato alla cronaca nazionale). Una pratica che neppure la presenza dell’Ente parco è riuscita a fermare come dimostra, purtroppo, lo sversamento di rifiuti nocivi ad opera dell’eco-mafia avvenuto quest’anno nell’aria murgiana di Minervino.

Questa lunga vertenza contro i poligoni si è intrecciata con altre gravose emergenze (spietramento selvaggio delle superfici calcaree, cementificazioni inutili e dannose, varie forme di inquinamento) contro le quali, in maniera ostinata, si è mosso un vasto schieramento di forze politiche e sociali che ha contribuito alla crescita di una maggiore consapevolezza tesa a  tutelare lo straordinario patrimonio storico-architettonico e ambientale dell’Alta Murgia, perseguendo un progetto di grande rilievo politico e culturale che ha conseguito come risultato la istituzione del primo parco rurale d’Italia. Un parco nato nel 2004 e che, tuttavia, non è cresciuto abbastanza finora nella direzione auspicata. A parte una gestione dell’Ente che in più di 20 anni non è riuscita a elaborare e realizzare progetti necessari per un cambiamento culturale e durevole nelle comunità e nel territorio (Bonifica, filiere corte del grano e della carne, ecc). Basti pensare che l’attuale Commissario si è battuto ferocemente per anni contro l’idea stessa del parco rurale…

L’Alta Murgia, insomma, continua a leccarsi, infatti, le sue ferite, a partire dalla presenza delle servitù militari la cui superficie copre quasi un terzo dei 68 mila ettari dell’area protetta nazionale. Insomma in un parco in cui, giustamente, è vietata la caccia, si spara (non sappiamo bene cosa e come) in grande stile e per molti giorni all’anno, condizionando pesantemente le attività agro-pastorali e turistiche e compromettendo la necessità di tutela di un’area divenuta Geoparco-patrimonio UNESCO e sottoposta anche ai vincoli europei SIC e ZPS. Risolvere con urgenza tale contraddizione rimane perciò uno degli obiettivi primari che ci impegnano ancora oggi al fine di sottrarre l’area protetta alle logiche della guerra permanente e preventiva. 

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altramurgia.it è lo storico blog di informazione e approfondimento dell’Alta Murgia, a cura del Centro Studi Torre di Nebbia.

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