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Diario di Jupiter

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Categoria: Guerra e Pace
Pubblicato: 01 Dicembre 2010

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Immagini e filmati della cerimonia del 7 novembre 2010

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 09 Novembre 2010

Abbiamo raccolto le immagini della cerimonia del 7 novembre 2010
le potete vedere sul nostro canale flickr

http://www.flickr.com/photos/altramurgia/



Questi i servizi giornalistici sulla cerimonia dei TGR Puglia

I servizi del TGR Puglia sulla cerimonia in ricordo di Don Cassol from Centro studi Torre di Nebbia on Vimeo.



di Antennasud

Conferenza stampa per la cerimonia in ricordo di don Francesco Cassol

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 05 Novembre 2010

Conferenza stampa di presentazione

venerdì 5 novembre 2010 - ore 11.00 - Sala stampa del Consiglio Regionale della Puglia

il Comitato “Don Francesco Cassol”  terrà una conferenza stampa di presentazione dell’intera manifestazione che si svolgerà al Pulo di Altamura, domenica 7 novembre alle ore 10.30.

Alla conferenza stampa parteciperanno
Angela Barbanente, Assessore Regionale
Michele Ventricelli, Consigliere Regionale
Piero Castoro, Presidente del Centro Studi Torre di  Nebbia 
don Nunzio  Falcicchio, Direttore Comunicazioni Sociali della Diocesi di Altamura
Vito Maiullari, scultore
Pasquale Sardone
, Comitato promotore.

Le adesioni alla cerimonia in ricordo di don Francesco

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 05 Novembre 2010

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Gli amici di don Francesco Cassol: testimonianze

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 05 Novembre 2010

Di seguito pubblichiamo alcune delle testimonianze degli amici e compagni di viaggio di don Francesco pervenuteci in questi giorni:

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Un breve profilo di don Francesco Cassol

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 05 Novembre 2010

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Dalla strada maledetta al "buon cammino" ricordando don Francesco Cassol

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 02 Novembre 2010

La strada che conduce al Pulo di Altamura  è stata per secoli una via percorsa da greggi e pastori, la via della Mena, appunto, un tratturo come tanti che si snodano lungo le lame e le alture delle murge per condurre le pecore al pascolo transumante. In queste contrade si insediarono, tremila anni a. C. i nomadi Iapigi, popolazioni di provenienza illirica che diedero vita alle prime forme di  colonizzazione del territorio, nelle grotte del pulo o costruendo i villaggi neolitici della Mena (che l’attività di spietramento della murgia ha cancellato pochi anni fa irrimediabilmente).

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Cerimonia in ricordo di don Francesco Cassol

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 15 Ottobre 2010

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A Teano diamoci una mano per ricostruire l'Unità d'Italia

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 11 Ottobre 2010

LE ASSOCIAZIONI E I CITTADINI DI ALTAMURA VOGLIONO ACCOGLIERE E DARE OSPITALITÀ ALLA CAROVANA DEI BRIGANTI MIGRANTI CON CALORE E SOLIDARIETÀ.

INVITIAMO TUTTI A PARTECIPARE

LUNEDI’ 18 OTTOBRE ALLE ORE 18,00 in PIAZZA ZANARDELLI - ATRIO LICEO CLASSICO.

Comitato pro Teano-Altamura

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Castelli medievali

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 27 Settembre 2010

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A TEANO DIAMOCI UNA MANO PER RICOSTRUIRE L'UNITÀ D'ITALIA

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 13 Settembre 2010

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Morire sull'Alta Murgia

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 31 Agosto 2010

(Sulla morte di Don Francesco Cassol )

C’è uno strano rapporto tra la murgia e la morte.
Specie d’estate, quando lo scirocco avvampa i campi già crocifissi sotto il sole del meriggio, quando tutto sembra arso e la terra è brulla e nuda, quando domina su ogni cosa un giallo screpolato dalla sete e le ferule, colonizzate dalle lumache, sono mature per gli scanni dei pastori, quando il vento muove appena i cardi quasi fossilizzati e fa tintinnare gli steli sopravvissuti degli asfodeli.
In questa stagione, quando la murgia agonizza in attesa delle piogge, la morte appare più vicina, e si accuccia in silenzio all’ombra, come fanno i cani legati alle catene.
C’è uno strano rapporto tra la murgia e la morte.

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Retype

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 09 Luglio 2010

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Chronicon alla Masseria Martucci

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 09 Luglio 2010

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Invito

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Categoria: Appuntamenti ed eventi
Pubblicato: 12 Aprile 2010

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Cittadinanza e Pace

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 09 Febbraio 2010

Ciclo di conferenze e di letture teatrali sui temi della cittadinanza e della pace.
Organizzazione Centro studi Torre di Nebbia e Teatro minimo.

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Marcia 2026

Il Parco dell’Alta Murgia: è nato, ha più di vent’anni, ma non vuole crescere

(Centro Studi Torre di Nebbia)

 

La memoria, si sa, è una freccia capace di andare avanti e indietro nel tempo. In quest’epoca così deprimente la memoria sembra irretita come non mai e rischia, perciò, di non essere il supporto necessario per orientare le nostre azioni verso un futuro migliore. Quanto ancora poco note, per esempio, sono le storie di comunità e di territori considerati ancora oggi "marginali" dalle geografie politiche ed economiche dominanti. È, questo, il caso dell’Alta Murgia, un territorio che è stato per troppi anni preda di tumultuosi mutamenti che hanno compromesso pericolosamente il suo grande patrimonio storico-culturale e i suoi ecosistemi fisici e biologici. Con i suoi centomila ettari questo territorio "nudo", circondato da tredici comuni, è l'ultimo esempio di pseudosteppa mediterranea della Penisola, con più di 1500 specie di piante selvatiche, con 88 specie di uccelli nidificanti tra cui spicca quella del Falco Naumanni le cui colonie migratorie dall’Africa sub-Sahariana sono le più importanti del mondo e, per la presenza secolare di innumerevoli masserie da campo e di pecore, rappresenta il maggiore e peculiare sito di archeologia rurale d’Italia.

In questa “area interna” della Puglia centrale, tra l’Appia e la Traiana, almeno a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, si sono vissute esperienze intense, anche molto conflittuali, tra chi voleva destinarla ad area di risulta e chi, invocando altre conoscenze e ragioni, vi si opponeva. Fu il governo italiano a volere che qui fossero collocate le basi per i primi missili atomici. 

Il 5 settembre 1959, infatti, il personale USA viene dispiegato in Italia e comincia l’istallazione del “sistema d’arma Jupiter”, operazione che si conclude il 20 giugno 1961, quando anche l’ultima base diventa operativa. Prima che nella Turchia, i missili Jupiter vengono istallati, unico sito dell’Europa occidentale, in Italia. Dieci campi di lancio, ciascuno con 3 missili a testata nucleare della potenza di 1,45 megatoni, ovvero con una capacità distruttiva cento volte superiore alle bombe atomiche che rasero al suolo Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Oltre le due basi lucane (Irsina e Matera), le altre otto vengono “ospitate” sull’altopiano delle murge baresi, quasi tutte dislocate lungo il tracciato della Via Appia (Spinazzola, Gravina, Altamura, Acquaviva, Gioia del Colle, Laterza, Mottola).

Nel gennaio 1963 gli USA, durante la crisi di Cuba, decidono di smantellare le basi. Fu quello forse il momento in cui in Italia si produsse piú intensamente un dialogo pubblico a piú voci sul tema della pace e del disarmo, disarticolandolo così dal monopolio quasi sempre strumentale cui l’avevano ridotto fino ad allora i partiti politici di entrambi gli schieramenti. Quel movimento, composto certamente di varie “anime”, si rese perciò piú concreto, non limitandosi solo a rivendicare il disarmo e la pace ma indicando sul proprio territorio la presenza fisica di quel che si contestava: le basi missilistiche sulla Murgia.

Fu così che, dopo assemblee pubbliche svoltesi in varie località delle province di Bari e di Matera, si svolse nelle principali di Altamura (e NON, come alcuni scrivono, da Gravina ad Altamura) la Marcia della Pace la domenica del 13 gennaio 1963. Fautore dell’iniziativa fu un gruppo di intellettuali pugliesi e lucani raccolti in un “Comitato Promotore per la Marcia della Pace”, patrocinato da Tommaso Fiore e dal prof. Fabrizio Canfora, a cui aderirono le Camere del Lavoro, varie sigle sindacali, le sezioni dei partiti di sinistra (PCI, PSI, PSDI), oltre alle migliaia di cittadini che firmarono l’Appello del “Comitato degli intellettuali baresi” Nel giugno dello stesso anno, l’ultimo missile Jupiter sarà rimosso dalla Murgia e imbarcato oltre oceano. Questa vicenda, svoltasi nel giro di poco meno di un lustro, sembra non aver lasciato traccia nella memoria dei contemporanei e, a distanza di più di mezzo secolo, di quelle basi, tranne qualche eccezione, non restano che ruderi senza testimoni.

Nel cuore del Meridione d’Italia si decise, allora, di collocare 30 bombe nucleari puntate verso l’Est e pronte ad esplodere, anche in loco, così da far sparire dalla faccia della terra ogni forma di vita in un raggio di centinaia di chilometri. (Nonostante la documentazione italiana sull’argomento resta ancora segretata, si rinvia a: L. Nuti, La sfida nucleare. La politica estera italiana e le armi atomiche 1945-1991, Il Mulino, Bologna, 2007; P. Castoro, La Murgia nella Guerra Fredda, dai missili atomici agli itinerari della pace, Torre di Nebbia, Matera, 2008).

Alcuni anni dopo, i missili lasciarono il posto a cinque Poligoni di tiro militare...

Fino agli anni ’70, infatti, il Patto di Varsavia e il conseguente “pericolo comunista” spingono le Forze Armate italiane e la NATO a guardare al Nord est italiano come zona ad alto rischio dove accumulare le principali servitù militari. Con la crisi petrolifera prima e la fine del Patto di Varsavia poi, con il crescere delle tensioni nell’area del Mediterraneo, si assiste ad uno spostamento dell’attenzione della NATO, con la creazione di una “task force” capace di intervenire nei punti caldi delle nuove tensioni che ha, tra altre numerose basi militari, nel porto di Taranto e nell’aeroporto di Gioia del Colle i suoi capisaldi offensivi.

In questo quadro internazionale mutato, vengono riviste anche le servitù militari presenti sull’Alta Murgia: l’esercito ha sempre più bisogno di ritagliarsi uno spazio consistente di territorio e di averlo a propria completa disposizione, dove poter fare esercitare le brigate motorizzate, i nuovi aerei Tornado...

La presenza complessiva delle servitù militari (stabilite dalla Legge 24 dicembre 1976, n° 898 e successive modifiche) si accresce quindi sempre più in tutta la Puglia che, nel giro di pochi anni, diventa una delle regioni più militarizzate d’Italia.

È degli anni ’80 una vasta mobilitazione di agricoltori e allevatori che protestano contro l’espropriazione media di 150 giorni all’anno dei loro terreni e di una presenza militare che rende di fatto impossibile ogni ipotesi di sviluppo agricolo e zootecnico ma anche turistico dell’area.

Il crescente interesse militare all’Alta Murgia si concretizza in una delibera regionale (n° 400 del 23 febbraio 1983) con la quale si destina, a poligoni militari permanenti, un’area complessiva di 14.000 ettari. Una elargizione incomprensibile da parte della Regione Puglia, in quanto le autorità militari chiedevano ufficialmente, nel loro promemoria (1980): “la disponibilità certa e stabile di un poligono di 4000 /4500 ettari”.

I poligoni sono quelli di “Parisi Vecchio”, di “Madonna di Buoncammino” e di “Torre di Nebbia”, quest’ultimo, di circa 10.000 ettari, nei pressi della polveriera di Poggiorsini. Gli altri due poligoni sono quelli di “Sentinella” e di “Monte Scorzone”.

L’opposizione a detta delibera comincia a concretizzarsi nella mobilitazione popolare che sfocia in una prima “Marcia della Pace” nel dicembre del 1985 da Gravina ad Altamura.

È del 1986 la lettera di don Tonino Bello, “Il sogno di Isaia”, firmata da circa 10.000 persone e presentata al Consiglio Regionale e, soprattutto, di un suo documento, firmato da altri sette vescovi pugliesi, “Terra di Bari, terra di pace”, che trova uno straordinario consenso. La grande seconda “Marcia per la pace” Gravina-Altamura del 19 dicembre 1987, organizzata dal “Coordinamento contro la Militarizzazione e per lo Sviluppo dell’Alta Murgia”, registra un coinvolgimento di massa. 

La manifestazione riesce, tuttavia, solo a congelare l’esproprio ma non ad abrogare la delibera regionale.

Da quel momento in poi l’impegno dei Comitati territoriali dell’Alta Murgia (CAM) e del Centro Studi Torre di Nebbia, è consistito principalmente nel cercare di individuare le linee di un progetto di sviluppo eco-compatibile in grado di rispondere alle esigenze di tutela del territorio e alla vocazione di pace delle popolazioni che lo abitano. In questa direzione si sono mosse le altre due Marce Gravina–Altamura, la prima l’8 novembre 2003, con la partecipazione di circa 15 mila persone, e la seconda, il 14 maggio 2004, con oltre 10 mila. 

La Marcia del 2003 fu la risposta di massa soprattutto contro lo sversamento su ampie superfici dell’Alta Murgia (Contrada Cervone e Murgia Franchini) di rifiuti tossici e nocivi (Caso della “Murgia avvelenata”, balzato alla cronaca nazionale). Una pratica che neppure la presenza dell’Ente parco è riuscita a fermare come dimostra, purtroppo, lo sversamento di rifiuti nocivi ad opera dell’eco-mafia avvenuto quest’anno nell’aria murgiana di Minervino.

Questa lunga vertenza contro i poligoni si è intrecciata con altre gravose emergenze (spietramento selvaggio delle superfici calcaree, cementificazioni inutili e dannose, varie forme di inquinamento) contro le quali, in maniera ostinata, si è mosso un vasto schieramento di forze politiche e sociali che ha contribuito alla crescita di una maggiore consapevolezza tesa a  tutelare lo straordinario patrimonio storico-architettonico e ambientale dell’Alta Murgia, perseguendo un progetto di grande rilievo politico e culturale che ha conseguito come risultato la istituzione del primo parco rurale d’Italia. Un parco nato nel 2004 e che, tuttavia, non è cresciuto abbastanza finora nella direzione auspicata. A parte una gestione dell’Ente che in più di 20 anni non è riuscita a elaborare e realizzare progetti necessari per un cambiamento culturale e durevole nelle comunità e nel territorio (Bonifica, filiere corte del grano e della carne, ecc). Basti pensare che l’attuale Commissario si è battuto ferocemente per anni contro l’idea stessa del parco rurale…

L’Alta Murgia, insomma, continua a leccarsi, infatti, le sue ferite, a partire dalla presenza delle servitù militari la cui superficie copre quasi un terzo dei 68 mila ettari dell’area protetta nazionale. Insomma in un parco in cui, giustamente, è vietata la caccia, si spara (non sappiamo bene cosa e come) in grande stile e per molti giorni all’anno, condizionando pesantemente le attività agro-pastorali e turistiche e compromettendo la necessità di tutela di un’area divenuta Geoparco-patrimonio UNESCO e sottoposta anche ai vincoli europei SIC e ZPS. Risolvere con urgenza tale contraddizione rimane perciò uno degli obiettivi primari che ci impegnano ancora oggi al fine di sottrarre l’area protetta alle logiche della guerra permanente e preventiva. 

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altramurgia.it è lo storico blog di informazione e approfondimento dell’Alta Murgia, a cura del Centro Studi Torre di Nebbia.

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