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Appello per mantenere pubblica l'acqua in Puglia

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 05 Novembre 2006

al Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e alla Giunta Regionale perché siano ricreate le condizioni politiche affinché venga perseguito in maniera coerente, trasparente e partecipata il percorso  di ripubblicizzazione dell’Acquedotto, e la  gestione pubblica della risorsa idrica a livello regionale.

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Rete Natura 2000: un tentativo di depotenziare le politiche di conservazione

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 04 Novembre 2006

Pubblichiamo la deliberazione della Giunta Regionale 30 ottobre 2006, n. 1622.
Lasciamo a voi le considerazioni su questo tentativo di depotenziare il sistema RETE NATURA 2000. Maldestro ma molto grave politicamente per le possibili ripercussioni sulle politiche di conservazione

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Splendidi Nibbi reali nei cieli dell'Alta Murgia? Ancora considerazioni sul marchio del Parco

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 28 Ottobre 2006

"Un nibbio reale che sorvola l'altopiano e le incisioni geologiche della Murgia, è il marchio del Parco. Un simbolo, il nibbio, di grande attualità perchè e una specie soggetta a massima protezione ed oggetto di progetti di tutela nel territorio murgiano. Un marchio che proietta il Parco verso il futuro, tenendo ben in vista le tradizioni e l'operatività della gente di Murgia..."
Dopo aver letto questa descrizione del marchio in un documento dell'Ente Parco siamo costretti ad intervenire nuovamente per esprimere alcune nostre considerazioni.
(Comitato a difesa dell'identità del Parco nazionale dell'Alta Murgia)

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A proposito del Concorso per il marchio del Parco

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 26 Ottobre 2006

Il testo della lettera di Nino Perrone, membro della giuria per il Concorso per il marchio del Parco, inviata all'intero Consiglio direttivo dell'Ente Parco.


Spett.le
Ente Parco nazionale dell’Alta Murgia
via Firenze, 10
70024 Gravina in Puglia (Bari)

alla c.a.
dr. Girolamo Pugliese
Presidente

dr. Antonio Racana
Direttore

a tutti i membri del Consiglio Direttivo


In merito all’esito finale del Concorso per il Marchio del Parco che tante reazioni ha suscitato sia a livello locale ma sopratutto a livello nazionale, mi preme sottolineare alcune questioni che riguardano sia il mio personale ruolo nella vicenda che alcune considerazioni di merito che non ho potuto illustrare al Consiglio che ha proceduto alla scelta finale del progetto.
   
Innanzitutto vorrei richiamare l’attenzione sulle modalità con cui è avvenuta la mia indicazione a far parte della commissione giudicatrice del Concorso in qualità di esperto.
L’invito mi è pervenuto solo dopo il termine fissato per la consegna degli elaborati (9 giugno 2006), tant'è che ho accettato l’invito spinto dall’unica motivazione di poter dare un utile contributo alla selezione dei progetti, la qual cosa ha comportato la mia rinuncia a partecipare al concorso, avendo già presentato una mia proposta progettuale, una scelta che per la verità ho dovuto fare un po’ a malincuore.
Questo a riprova, se mai ve ne fosse bisogno, che la mia disponibilità a far parte della giuria è stata unicamente dettata dalla volontà di mettere a disposizione dell’Ente la mia competenza per l’individuazione del miglior progetto. Peraltro non poteva che essere così visto che, essendo già scaduto il termine di presentazione previsto dal bando, tutte le proposte erano già state presentate.

Inoltre vorrei dire che a dimostrazione di quanto mi stesse a cuore l’esito del Concorso ho personalmente provveduto attraverso il portale www.altramurgia.it, di cui sono anche redattore, a darne notizia e a rendere liberamente scaricabile il relativo Bando non appena questo è stato reso pubblico, nella convinzione che questo avrebbe favorito una più larga partecipazione.
Infatti il bando risulta essere stato scaricato dal sito ben 216 volte, e se si considera che le proposte inviate sono state complessiavamente poco più di 100 se ne può ragionevolmente dedurre che senza l’evidenza data attraverso il sito altramurgia.it i partecipanti sarebbero stati di gran lunga inferiori.

Inoltre devo far notare che dal 30 luglio, data indicata dal Bando per la conclusione dei lavori di selezione, a tutt’oggi la redazione di altramurgia.it, proprio per aver sostenuto il Concorso attraverso le sue pagine, ha ricevuto e continua a ricevere tantissime richieste di informazione sull’esito del Concorso da parte di molti partecipanti e non, i quali non reperendo tali informazioni altrove, ricorrono alla nostra redazione; in molti casi è capitato addirittura di essere oggetto di vere e proprie proteste, anche dai toni piuttosto accesi, attribuendo alla redazione del sito la responsabilità del ritardo e scambiandola di fatto con il soggetto banditore del Concorso, questo a causa del fatto che l’Ente, a distanza di un anno, ancora non dispone di un suo proprio sito attraverso cui veicolare le informazioni.

Una volta conclusosi l’iter del Concorso, dopo che il Consiglio Direttivo aveva proceduto alla scelta del vincitore, la redazione del sito ha pazientemente risposto a tutti coloro che in precedenza avevano chiesto informazioni.
A questo punto la redazione del sito è stata letteralmente tempestata da una valanga di commenti, prese di posizione, considerazioni di merito provenienti da persone competenti e sicuramente disinteressate, tra queste ve ne sono state alcune di particolare autorevolezza: il presidente dell’Associazione nazionale dei Grafici –AIAP, il Presidente del BEDA-Bureau of European Design Associations, del Direttore Creativo della Landor Associated Italia (la più importante agenzia al mondo di corporate identity), di moltissimi grafici tra i più riconosciuti a livello nazionale e finanche di un grafico molto conosciuto a livello locale che, a suo dire, è molto stimato dal presidente Pugliese; tutti accomunati dallo “sconcerto” per la scelta del progetto premiato e unanimemente concordi nel ritenere uno dei progetti esclusi (quello da me indicato come il migliore) il più adatto a rappresentare l’identità del Parco ma soprattutto il più originale ed innovativo.

A seguito di tali autorevoli prese di posizione il caso ha assunto, attraverso la rete, una rilevanza nazionale tanto da dar vita a numerosi forums e blogs su altri siti che in modo del tutto spontaneo e inaspettato hanno dato vita ad un “Comitato a difesa dell’identità del Parco Nazionale dell’Alta Murgia” a cui si è deciso di dare spazio (senza alcuna censura), animati dalla stessa volontà di informare che aveva motivato la redazione a dare visibilità e sostenere il Concorso.

Considerazioni di merito
Innanzitutto devo segnalare il mio disappunto per non essere stato invitato ad illustrare il mio punto di vista al Consiglio direttivo nella seduta finale, cosa che avrebbe consentito ai consiglieri di avere qualche elemento in più di valutazione. Certamente non ritengo che potessero bastare i verbali delle sedute a dar conto delle effettive valutazioni emerse nelle sedute di selezione. Per questo mi preme chiarire quali sono state le mie valutazioni di merito sugli elaborati che dai verbali non emergono nella loro completezza.

Progetto busta 105 (vincitore del Concorso)



Per prima cosa è da sottolineare che il progetto in questione risulta essere pervenuto ben oltre il termine fissato dal Bando. E sebbene in sede di commissione si sia deciso di valutare anche i progetti pervenuti oltre tale termine, a mio parere la scelta doveva considerarsi quantomeno inopportuna, atteso che il Bando al punto 4 recita “le proposte, pena esclusione, dovranno essere presentate in plico ... e dovranno pervenire in ogni caso entro le ore 12.00 del 9 giugno 2006”.
Inoltre in base ai criteri di valutazione adottati per tutti gli altri progetti, in questo caso non si è proceduto ad attribuire nessun punteggio secondo i parametri indicati nel bando (Rappresentatività, Originalità, Composizione grafica, Efficacia e flessibilità), di modo che il progetto in questione risulta privo di una valutazione oggettiva e di conseguenza non consente di stilare una graduatoria.

Nel merito mi sembra di poter sostenere che il progetto risente di un approccio datato e scarsamente efficace. I segni grafici che lo contraddistinguono, volutamente “graffiati” rimandano ad un’idea di sofferenza e nel tentativo di evocare il concetto di ruralità finiscono per restituire un’impressione di sostanziale negatività.
Il colore scelto (marrone) accentua questo connotato conferendo al tutto un chè di triste.
Gli elementi simbolici scelti sembrano accostati in modo forzato e non sono in coerenza tra di loro. La forma contenitore non si capisce cosa sia esattamente (una zolla di terra, la pelle di un animale scuoiato, una pietra, una mattonella ...), mentre la silouette dell’uccello in volo volutamente figurativa (peraltro non riconoscibile immediatamente come un falco) non è coerente con l’altro simbolo, la “m”, che invece è un simbolo alfabetico astratto che, sebbene richiama le colline murgiane, può essere percepito anche come un serpente.
Il logotipo, poi, è stato composto con un carattere che mal si sposa con le caratteristiche formali del marchio. Il carattere scelto, corsivo ed alquanto elegante, sembra a se stante rispetto al marchio.

Versione b/n il segno “m” tende a confondersi con il fondo



Versione b/n negativo il segno “m” risulta ancora più illegibile



Versione ridotta sia i segni che il logotipo sono scarsamente leggibili



Ma forse il difetto maggiore sta nella poca flessibilità del marchio che sembra essere stato progettato per gli usi più ordinari (carta intestata, bigliettini, buste...) e poco si presta, invece per un sistema di segnaletica del Parco, per il merchandising, le animazioni su supporti multimediali ecc. Infine vorrei far notare che così com’è il marchio non è riproducibile in negativo e neanche in bianco/nero (basta fare una prova fotocopiandolo) e che per essere riprodotto, data la sua complessità legata ai segni “graffiati”, si dovrà ricorrere necessariamente a procedimenti serigrafici o digitali per restituire il dettaglio dei contorni, procedimenti sicuramente più costosi rispetto alle più economiche procedure ad intaglio.   

Progetto busta 26



Il progetto in questione, in base ai punteggi attribuiti secondo i 4 criteri stabiliti nel Bando, aveva ottenuto il massimo del punteggio. Questo in virtù di indubbie qualità confortate successivamente anche dai sopracitati pareri espressi da parte di numerosissimi esperti.
L’approccio è indubbiamente altamente professionale e lo spirito addirittura “poetico” con una notevole dose di originalità e freschezza. La relazione che accompagna il progetto rende al meglio queste peculiarità.
L’impostazione riprende in modo originale una tendenza che si và consolidando a livello internazionale in fatto di corporate identity che punta a creare ‘identità’ non già attraverso un solo segno, ma piuttosto attraverso un vero e proprio “sistema” di segni coerenti fra di loro ai quali demandare la complessità delle esigenze di comunicazione in modo flessibile ma senza mai perdere in riconoscibilità e unitarietà.

Alcuni casi recenti di corporate identity








Si pensi, per esempio, all’efficacia che avrebbe un sistema di segnaletica di prossimità alla rete stradale di ingresso al Parco se venissero utilizzate come cartelli segnaletici le singole silouette presenti nel marchio con, al loro interno, la dicitura “Benvenuti nel Parco nazionale dell’Alta Murgia” (evocando un po’ le archigrafie dei tori che si possono vedere lungo le strade in Spagna) (fig. 2),

fig. 2  - Alcune possibili applicazioni per la segnaletica in prossimità delle strade di accesso al Parco




oppure si pensi con quanta semplicità ed efficacia si potrebbero marchiare, attraverso un procedimento che utilizzi la tecnica delle mascherine, una serie di manufatti o singoli blocchi di pietra con l’adozione del carattere stencil del logotipo, volutamente disegnato per consentire questo tipo di intervento, o con le singole silouette, evitando così di popolare il paesaggio del Parco di inutili quanto effimeri cartelli di delimitazione, o ancora a tutto il merchandising che si potrebbe creare con una soluzione così flessibile (fig. 3);


fig. 3  - Qualche possibile soluzione di merchandising




per fare solo qualche esempio si potrebbe realizzare un normografo con il marchio da produrre in grandi quantità e regalarlo a tutti i bambini del Parco invitandoli a disegnare le forme in esso contenute consentendogli di ricreare così un proprio immaginario visivo, per non parlare delle t-shirt o ancora di tutta una serie di applicazioni con forti connotati decorativi (tazze, sciarpe, ombrelli…). Devo dire che anche per le applicazioni più istituzionali (modulistica, insegne, striscioni…) il progetto risulta di grande efficace, d’altro canto le stesse tavole di progetto ne danno conto.
In definitiva mi sembra di poter dire che un’occhio attento e, lasciatemelo dire, un po’ più competente avrebbe potuto cogliere tutte le potenzialità comunicative di questo progetto che, vista la risonanza che ha avuto, avrebbe fatto parlare di se e quindi anche del Parco in circuiti legati al design e alla comunicazione visiva sia a livello nazionale che internazionale.

Quanto poi al fatto che l’autore del progetto è risultato essere Mauro Bubbico, uno tra i grafici più stimati a livello nazionale oltre che profondo conoscitore del nostro territorio, conferma il mio giudizio positivo che si è basato solo su criteri oggettivi e non già su considerazioni di tipo personale, tanto è vero che i progetti di altrettanti affermati professionisti, che sicuramente hanno preso parte al concorso, sono stati valutati solo ed unicamente per la qualità del loro lavoro, tanto che in alcuni casi probabilmente non hanno superato neanche la fase di preselezione.
In tutta sincerità mi sembra di poter dire che si è trattato di una occasione mancata e che la mia determinazione nel sostenere questo progetto è stata dettata, come ho già avuto modo di dire, unicamente dalla volontà di poter contribuire positivamente alle sorti di questo Parco e di questo territorio.

Progetto busta 27



Su questo progetto non mi dilungherò molto.
Dal punto di vista concettuale il progetto mi sembra efficace. Interessante è la metafora degli elementi contenuti nel simbolo, “la pietra” e la “pianta/fiore”, dove quest’ultima trae origine dalla prima, evocando il lavoro dell’uomo che sa far nascere la vita anche dai sassi.
Rigoroso nella sintesi grafica, molto istituzionale, forse un po’ debole in fatto di rappresentatività delle specificità del territorio, senz’altro un buon progetto.


In conclusione, queste sono alcune delle considerazioni di merito che avrei voluto mettere a disposizione del Consiglio, ma purtroppo non ne ho avuto la possibilità.
Di questo non posso che esprimere il mio più profondo rammarico nella speranza che in futuro ci possano essere altre occassioni nelle quali poter dare il mio contributo alla crescita del Parco in uno spirito di serena collaborazione.

Altamura, 24 ottobre 2006                                          
                                                                Nino Perrone



Assemblea pubblica sulla Programmazione partecipata

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 26 Ottobre 2006

A conclusione della prima fase del processo di programmazione partecipata e per presentare i risultati della sperimentazione, che ha visto interagire circa 50.000 cittadini  di diverse culture ed esperienze, è stata organizzata un’assemblea pubblica per il giorno 6 novembre 2006 presso la sala Aldo Moro – Facoltà di Giurisprudenza – Università di Bari – Via Cesare Battisti, n.1, a cui tutti gli interessati sono invitati a partecipare.

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Documento del WWF sulla decadenza del DL 251/06. Divieto di caccia nei siti Rete Natura 2000

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 24 Ottobre 2006

Il documento WWF sulla decadenza DECRETO LEGGE 251/06 e sulle implicazioni positive sulla deregulation della caccia.
Sarebbe utile una riflessioni su cosa s'intende con norme di salvaguardia vigenti ai sensi della 394/91

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ZPS e SIC: un invito al Presidente della Regione Puglia

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 24 Ottobre 2006

Dal 18 ottobre 2006 in tutte le ZPS ed i SIC vigono le misure di salvaguardia ed i divieti prescritti dalla legge quadro sulle aree protette n. 394/1991
Un invito al Presidente della Regione Puglia a vigilare e ad ottemperare  alle  misure previste e ad agire al fine di emanare al più presto le “misure di conservazione” per le ZPS e le “misure di salvaguardia” dei SIC.

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Millennium Mambo

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Ottobre 2006

La rassegna Millennium Mambo giunta alla sua 3a edizione è iniziata giovedi 19 ottobre 2006 col film del regista georgiano Gela Babluani 13 tzameti.
Rythmus, Circolo delle Formiche e Cinema Teatro Cosmo in collaborazione con Radio
Vitamina   organizzano   e   presentano   la   terza   edizione   della   rassegna   di   cinema
“MILLENNIUM MAMBO – FRAMMENTI DEL TERZO MILLENNIO”.
La prima parte della rassegna, che si svolgerà dal 19 ottobre al 7 dicembre presso il
Cinema Teatro Cosmo di Altamura (via Bormida 55, tel. 080.3118393), è composta da
sette film. Sono previste 2 proiezioni giornaliere alle ore 19.30 e 21.30* (biglietto singolo €
4.00 abbonamento € 21.00).

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L'Alta Murgia che è in noi

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 14 Ottobre 2006

(riceviamo da Mauro Bubbico, autore di uno dei 2 progetti scartati nel Concorso per il marchio del Parco, il suo progetto completo e un suo contributo sulla questione del Concorso)

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Un’idea per il logo del Parco dell’Alta Murgia. Cronaca di concorso nato male e finito peggio

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 14 Ottobre 2006

L'esito del concorso per marchio del Parco nazionale dell'Alta Murgia promosso dall'Ente Parco la scorsa primavera ha avuto un esito sconcertante. Come sempre più spesso capita, alla fine non ha vinto la proposta progettuale migliore.
L'epilogo di questo concorso ha suscitato un vero e proprio sconcerto, tanto che, non appena si è appresa la notizia, si immediatamente costituito un Comitato spontaneo a difesa dell'identità del Parco Nazionale dell'Alta Murgia. Vi proponiamo la ricostruzione dei fatti inviataci dal Comitato nella quale potrete vedere anche il marchio che ha vinto il concorso e le proposte scartate.
(la redazione di altramurgia.it)

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Il Tempo Ritrovato

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 22 Settembre 2006

Giovedi 28 settembre parte una rassegna cinematografica "Il tempo ritrovato" con 3 film importanti.
giovedi 28 settembre viene proiettato IL SUD di Victor Erice (Spagna)
Giovedi 5 Ottobre DESTINO CIECO di K. Kieslowsky (Polonia)
Giovedi 12 ottobre L'ETERNITA' E' UN GIORNO di T. Angelopulos (grecia)

Le proiezioni sono alle 19,30 e 21,30 presso IL CINEMA COSMO
in via Bormida 55 ad Altamura
Il prezzo del biglietto 3 € per i soci Rythmus, 4 per i non soci.

Corso gratuito per Tecnico esperto trattamento riciclaggio prodotti industriali tossici

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 19 Settembre 2006

Sono aperte le iscrizioni per il Corso gratuito
Tecnico esperto trattamento riciclaggio prodotti industriali tossici
Organizzato da EPCPEP (Ente Pugliese Per La Cultura Popolare E L’Educazione Professionale).
I posti disponibili sono 18.
Le domande possono essere presentate, su apposito modulo e controfirmate,
presso la sede del CFP di Bari, v. Brigata Bari 3/d, dal lunedì al sabato,
ore 8.00-14.00.
Per ulteriori informazioni: dir. Di Bella - tel/fax 0805722351
Non è stato fissato un termine di presentazione. Il corso prevede di essere
avviato comunque entro le prossime settimane.
Le iscrizioni si chiuderanno al raggiungimento del numero previsto dal corso
(18 unità circa).

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Aperto il Bando di selezione del Corso per "Esperto in comunicazione e marketing ambientale"

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Categoria: Progetti, bandi, lavoro
Pubblicato: 16 Settembre 2006

MURGIA FOR – CONSORZIO MURGIA FORMAZIONE organizza un corso per "Esperto in comunicazione e marketing ambientale"
Il corso è rivolto a giovani disoccupati, giovani e adulti non occupati, disoccupati di lunga durata, lavoratori socialmente utili, lavoratori in mobilità, tutti in possesso di laurea.
Costituirà titolo preferenziale: laurea in discipline economiche o giuridiche o in scienze delle comunicazioni e/o esperienza professionale nel settore di riferimento.
Saranno ammessi al corso 20 allievi, di cui 10 donne il cui numero potrebbe variare in relazione al numero totale delle domande pervenute.
E’ prevista la partecipazione di massimo 4 uditori.

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Auguri a tutti i libertari di Puglia

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Categoria: Contributi e riflessioni
Pubblicato: 22 Agosto 2006

Auguri a tutti i libertari di Puglia

Un saluto dai pugliesi riuniti nella Masseria Martucci (Altamura) il 1 luglio 2006.

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Trascorrere un weekend nel neonato Parco delle Gravine

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 25 Luglio 2006

Venite a trascorrere un week end nel Parco della Terra delle Gravine: MO… MAMA  TREKK
è una proposta per vivere insieme due giorni nel ‘neonato’ Parco della Terra della Gravine, all’insegna del camminare, dello scoprire, del condividere la serata attorno al fuoco e alla griglia. Non ci saranno alberghi o ristoranti fastosi a riceverci ma strutture semplici che potranno offrire i prodotti locali delle masserie e lo spazio per le tende e i sacchi a pelo. La meta finale sarà Martina Franca, domenica 6 agosto, per ricongiungerci all’evento EUTOPIA, una serata organizzata da associazioni martinesi, interamente dedicata al Parco, con mostre,  esposizioni, video-proiezioni e concerti, all’interno della Villa del Carmine.

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Impianti eolici: lettera di Anev, Aper, Legambiente al presidente Vendola e all'Ass. Losappio

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Categoria: Impianti eolici
Pubblicato: 22 Luglio 2006

In una lettera spedita al Presidente Nichi Vendola e all’Assessore Losappio le principali associazione delle rinnovabili italiane – Anev e Aper – e Legambiente hanno chiesto di sospendere l’applicazione del “regolamento per la realizzazione di impianti eolici nella regione Puglia” approvato lo scordo 23 Giugno dalla Giunta e in particolare di cancellare il Piano regolatore comunale.

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Il Parco dell’Alta Murgia: è nato, ha più di vent’anni, ma non vuole crescere

(Centro Studi Torre di Nebbia)

 

La memoria, si sa, è una freccia capace di andare avanti e indietro nel tempo. In quest’epoca così deprimente la memoria sembra irretita come non mai e rischia, perciò, di non essere il supporto necessario per orientare le nostre azioni verso un futuro migliore. Quanto ancora poco note, per esempio, sono le storie di comunità e di territori considerati ancora oggi "marginali" dalle geografie politiche ed economiche dominanti. È, questo, il caso dell’Alta Murgia, un territorio che è stato per troppi anni preda di tumultuosi mutamenti che hanno compromesso pericolosamente il suo grande patrimonio storico-culturale e i suoi ecosistemi fisici e biologici. Con i suoi centomila ettari questo territorio "nudo", circondato da tredici comuni, è l'ultimo esempio di pseudosteppa mediterranea della Penisola, con più di 1500 specie di piante selvatiche, con 88 specie di uccelli nidificanti tra cui spicca quella del Falco Naumanni le cui colonie migratorie dall’Africa sub-Sahariana sono le più importanti del mondo e, per la presenza secolare di innumerevoli masserie da campo e di pecore, rappresenta il maggiore e peculiare sito di archeologia rurale d’Italia.

In questa “area interna” della Puglia centrale, tra l’Appia e la Traiana, almeno a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, si sono vissute esperienze intense, anche molto conflittuali, tra chi voleva destinarla ad area di risulta e chi, invocando altre conoscenze e ragioni, vi si opponeva. Fu il governo italiano a volere che qui fossero collocate le basi per i primi missili atomici. 

Il 5 settembre 1959, infatti, il personale USA viene dispiegato in Italia e comincia l’istallazione del “sistema d’arma Jupiter”, operazione che si conclude il 20 giugno 1961, quando anche l’ultima base diventa operativa. Prima che nella Turchia, i missili Jupiter vengono istallati, unico sito dell’Europa occidentale, in Italia. Dieci campi di lancio, ciascuno con 3 missili a testata nucleare della potenza di 1,45 megatoni, ovvero con una capacità distruttiva cento volte superiore alle bombe atomiche che rasero al suolo Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Oltre le due basi lucane (Irsina e Matera), le altre otto vengono “ospitate” sull’altopiano delle murge baresi, quasi tutte dislocate lungo il tracciato della Via Appia (Spinazzola, Gravina, Altamura, Acquaviva, Gioia del Colle, Laterza, Mottola).

Nel gennaio 1963 gli USA, durante la crisi di Cuba, decidono di smantellare le basi. Fu quello forse il momento in cui in Italia si produsse piú intensamente un dialogo pubblico a piú voci sul tema della pace e del disarmo, disarticolandolo così dal monopolio quasi sempre strumentale cui l’avevano ridotto fino ad allora i partiti politici di entrambi gli schieramenti. Quel movimento, composto certamente di varie “anime”, si rese perciò piú concreto, non limitandosi solo a rivendicare il disarmo e la pace ma indicando sul proprio territorio la presenza fisica di quel che si contestava: le basi missilistiche sulla Murgia.

Fu così che, dopo assemblee pubbliche svoltesi in varie località delle province di Bari e di Matera, si svolse nelle principali di Altamura (e NON, come alcuni scrivono, da Gravina ad Altamura) la Marcia della Pace la domenica del 13 gennaio 1963. Fautore dell’iniziativa fu un gruppo di intellettuali pugliesi e lucani raccolti in un “Comitato Promotore per la Marcia della Pace”, patrocinato da Tommaso Fiore e dal prof. Fabrizio Canfora, a cui aderirono le Camere del Lavoro, varie sigle sindacali, le sezioni dei partiti di sinistra (PCI, PSI, PSDI), oltre alle migliaia di cittadini che firmarono l’Appello del “Comitato degli intellettuali baresi” Nel giugno dello stesso anno, l’ultimo missile Jupiter sarà rimosso dalla Murgia e imbarcato oltre oceano. Questa vicenda, svoltasi nel giro di poco meno di un lustro, sembra non aver lasciato traccia nella memoria dei contemporanei e, a distanza di più di mezzo secolo, di quelle basi, tranne qualche eccezione, non restano che ruderi senza testimoni.

Nel cuore del Meridione d’Italia si decise, allora, di collocare 30 bombe nucleari puntate verso l’Est e pronte ad esplodere, anche in loco, così da far sparire dalla faccia della terra ogni forma di vita in un raggio di centinaia di chilometri. (Nonostante la documentazione italiana sull’argomento resta ancora segretata, si rinvia a: L. Nuti, La sfida nucleare. La politica estera italiana e le armi atomiche 1945-1991, Il Mulino, Bologna, 2007; P. Castoro, La Murgia nella Guerra Fredda, dai missili atomici agli itinerari della pace, Torre di Nebbia, Matera, 2008).

Alcuni anni dopo, i missili lasciarono il posto a cinque Poligoni di tiro militare...

Fino agli anni ’70, infatti, il Patto di Varsavia e il conseguente “pericolo comunista” spingono le Forze Armate italiane e la NATO a guardare al Nord est italiano come zona ad alto rischio dove accumulare le principali servitù militari. Con la crisi petrolifera prima e la fine del Patto di Varsavia poi, con il crescere delle tensioni nell’area del Mediterraneo, si assiste ad uno spostamento dell’attenzione della NATO, con la creazione di una “task force” capace di intervenire nei punti caldi delle nuove tensioni che ha, tra altre numerose basi militari, nel porto di Taranto e nell’aeroporto di Gioia del Colle i suoi capisaldi offensivi.

In questo quadro internazionale mutato, vengono riviste anche le servitù militari presenti sull’Alta Murgia: l’esercito ha sempre più bisogno di ritagliarsi uno spazio consistente di territorio e di averlo a propria completa disposizione, dove poter fare esercitare le brigate motorizzate, i nuovi aerei Tornado...

La presenza complessiva delle servitù militari (stabilite dalla Legge 24 dicembre 1976, n° 898 e successive modifiche) si accresce quindi sempre più in tutta la Puglia che, nel giro di pochi anni, diventa una delle regioni più militarizzate d’Italia.

È degli anni ’80 una vasta mobilitazione di agricoltori e allevatori che protestano contro l’espropriazione media di 150 giorni all’anno dei loro terreni e di una presenza militare che rende di fatto impossibile ogni ipotesi di sviluppo agricolo e zootecnico ma anche turistico dell’area.

Il crescente interesse militare all’Alta Murgia si concretizza in una delibera regionale (n° 400 del 23 febbraio 1983) con la quale si destina, a poligoni militari permanenti, un’area complessiva di 14.000 ettari. Una elargizione incomprensibile da parte della Regione Puglia, in quanto le autorità militari chiedevano ufficialmente, nel loro promemoria (1980): “la disponibilità certa e stabile di un poligono di 4000 /4500 ettari”.

I poligoni sono quelli di “Parisi Vecchio”, di “Madonna di Buoncammino” e di “Torre di Nebbia”, quest’ultimo, di circa 10.000 ettari, nei pressi della polveriera di Poggiorsini. Gli altri due poligoni sono quelli di “Sentinella” e di “Monte Scorzone”.

L’opposizione a detta delibera comincia a concretizzarsi nella mobilitazione popolare che sfocia in una prima “Marcia della Pace” nel dicembre del 1985 da Gravina ad Altamura.

È del 1986 la lettera di don Tonino Bello, “Il sogno di Isaia”, firmata da circa 10.000 persone e presentata al Consiglio Regionale e, soprattutto, di un suo documento, firmato da altri sette vescovi pugliesi, “Terra di Bari, terra di pace”, che trova uno straordinario consenso. La grande seconda “Marcia per la pace” Gravina-Altamura del 19 dicembre 1987, organizzata dal “Coordinamento contro la Militarizzazione e per lo Sviluppo dell’Alta Murgia”, registra un coinvolgimento di massa. 

La manifestazione riesce, tuttavia, solo a congelare l’esproprio ma non ad abrogare la delibera regionale.

Da quel momento in poi l’impegno dei Comitati territoriali dell’Alta Murgia (CAM) e del Centro Studi Torre di Nebbia, è consistito principalmente nel cercare di individuare le linee di un progetto di sviluppo eco-compatibile in grado di rispondere alle esigenze di tutela del territorio e alla vocazione di pace delle popolazioni che lo abitano. In questa direzione si sono mosse le altre due Marce Gravina–Altamura, la prima l’8 novembre 2003, con la partecipazione di circa 15 mila persone, e la seconda, il 14 maggio 2004, con oltre 10 mila. 

La Marcia del 2003 fu la risposta di massa soprattutto contro lo sversamento su ampie superfici dell’Alta Murgia (Contrada Cervone e Murgia Franchini) di rifiuti tossici e nocivi (Caso della “Murgia avvelenata”, balzato alla cronaca nazionale). Una pratica che neppure la presenza dell’Ente parco è riuscita a fermare come dimostra, purtroppo, lo sversamento di rifiuti nocivi ad opera dell’eco-mafia avvenuto quest’anno nell’aria murgiana di Minervino.

Questa lunga vertenza contro i poligoni si è intrecciata con altre gravose emergenze (spietramento selvaggio delle superfici calcaree, cementificazioni inutili e dannose, varie forme di inquinamento) contro le quali, in maniera ostinata, si è mosso un vasto schieramento di forze politiche e sociali che ha contribuito alla crescita di una maggiore consapevolezza tesa a  tutelare lo straordinario patrimonio storico-architettonico e ambientale dell’Alta Murgia, perseguendo un progetto di grande rilievo politico e culturale che ha conseguito come risultato la istituzione del primo parco rurale d’Italia. Un parco nato nel 2004 e che, tuttavia, non è cresciuto abbastanza finora nella direzione auspicata. A parte una gestione dell’Ente che in più di 20 anni non è riuscita a elaborare e realizzare progetti necessari per un cambiamento culturale e durevole nelle comunità e nel territorio (Bonifica, filiere corte del grano e della carne, ecc). Basti pensare che l’attuale Commissario si è battuto ferocemente per anni contro l’idea stessa del parco rurale…

L’Alta Murgia, insomma, continua a leccarsi, infatti, le sue ferite, a partire dalla presenza delle servitù militari la cui superficie copre quasi un terzo dei 68 mila ettari dell’area protetta nazionale. Insomma in un parco in cui, giustamente, è vietata la caccia, si spara (non sappiamo bene cosa e come) in grande stile e per molti giorni all’anno, condizionando pesantemente le attività agro-pastorali e turistiche e compromettendo la necessità di tutela di un’area divenuta Geoparco-patrimonio UNESCO e sottoposta anche ai vincoli europei SIC e ZPS. Risolvere con urgenza tale contraddizione rimane perciò uno degli obiettivi primari che ci impegnano ancora oggi al fine di sottrarre l’area protetta alle logiche della guerra permanente e preventiva. 

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