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Incursione 11

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Febbraio 2007

Sergio Solimini
Dipartimento di Matematica, Politecnico di Bari 
PARADIGMI E DOGMI NELLE ATTUALI IMMAGINI DELLA SCIENZA
a seguire incursione tra i percorsi musicali [im]possibili dei Sin[x]thésis
(Gruppo di ricerca musicale elettronica Conservatorio “N. Piccinni”, Bari)
sabato 5 maggio
ore 19,00
Masseria Martucci, Altamura

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Incursione 13

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Febbraio 2007

CULTURA DELLA PACE E TERRITORIO
ITINERARI DI IUPITER:
ESPERIENZE A CONFRONTO
interventi di
Tito Manlio Altomare
Giornalista
Tonino Camuso
Osservatorio sui Balcani - Brindisi
Pasquale Sardone
Comitati Alta Murgia - Altamura
Piero Castoro
Centro studi Torre di Nebbia

Mostra sui rischi nucleari in Puglia e proiezioni di documenti, inchieste ed elaborazioni cartografiche sulla storia dei missili atomici in Puglia e in Italia
sabato 19 maggio
ore 19,00, Masseria Martucci, Altamura

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Incontri del CIDI di Altamura: "Insegnare a chi non vuole imparare"

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Febbraio 2007

Il CIDI di Altamura organizza un incontro sul tema:
Insegnare a chi non vuole imparare
sulla complessità del lavoro dell’insegnante
Mercoledì 7 marzo
ore 17,30  
presso la sala convegni della  ABMC
Piazza Zanardelli, 18 
Altamura
con Giuseppe Bagni
e Rosalba Conserva
(autori del libro "Insegnare a chi non vuole imparare"
Lettere dalla scuola, sulla scuola e su Bateson)

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Matera: l'Università negata

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Febbraio 2007

Negata l’attivazione delle Facoltà di Scienze della Formazione e Architettura nella Sede di Matera dell’Università degli Studi di Basilicata. Infatti, parrebbe che al balletto delle interpretazioni del comma 653  - Divieto temporaneo di istituite nuove facoltà e corsi di studio - della Finanziaria 2007 sia stato posto un punto fermo dall’intervento degli Uffici Amministrativi del MIUR

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Millenium Mambo 2007

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 21 Febbraio 2007

ari amici, anche quest'anno RYTHMUS, con le preziose collaborazioni di CINETOSCOPIO, CIRCOLO DELLE FORMICHE E RADIO VITAMINA, ha organizzato la rassegna cinematografica MILLENNIUM MAMBO - frammenti del terzo millennio con una importante novità: la rassegna sarà ospitata dal CINEMA GRANDE di Altamura.
L'edizione 2007 riproporrà le formule già sperimentate: appuntamento ogni giovedì, costo del biglietto € 4,00, possibilità di sottoscrizione dell'abbonamento (€ 21,00 per sette film).

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Arrivano altri giganti eolici sul "balcone della Murgia"

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Categoria: Impianti eolici
Pubblicato: 16 Febbraio 2007

DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SETTORE INDUSTRIA 5 febbraio 2007, n. 165
Autorizzazione unica alla costruzione ed esercizio di un impianto di produzione di energia elettrica da fonte eolica di potenza totale di 18 MWe, nonché delle opere connesse e delle infrastrutture indispensabili alla costruzione dell'impianto stesso da realizzarsi nel Comune di Minervino Murge (Ba) alla località "Piana Padula", ai sensi del comma 3 di cui all'art. 12 del Decreto legislativo 387 del 29.12.2003. Istanza presentata dalla Società Energia Minervino spa con sede legale in Roma.

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Incursione 3

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 15 Febbraio 2007



Lidia Decandia | Facoltà di Architettura, Università di Sassari
DIMORARE NEL MUTAMENTO
I LUOGHI DEL SUD TRA IBRIDAZIONI E CONFLITTI

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Vorrei iniziare a parlarvi  di luoghi, narrandovi due storie che ho tratto dalla mitologia.
Vorrei farlo anche in omaggio a questa meravigliosa terra del Sud, che è appunto una terra ricca di miti e di racconti.
Vorrei cominciare a parlare suggerendovi, attraverso la voce e i materiali visivi, delle immagini sensibili ed evocative che non hanno alcuna pretesa di argomentare in maniera logica quello che vi dirò. A queste immagini affido piuttosto il compito di mettere in moto la vostra creatività e immaginazione perché possiate spingervi a costruire nella vostra mente libere associazioni capaci di connettere in maniera inedita sensazioni emozioni e concetti.
(L.D.)

a seguire intervento teatrale di
Michele Santeramo | Autore
LA SCRITTURA DI CYRANO DE BERGERAC

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Scelte energetiche e conservazione del paesaggio

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Categoria: Impianti eolici
Pubblicato: 06 Febbraio 2007

Scelte energetiche e conservazione del paesaggio.
Assemblea cittadina
Sabato 10 febbraio 2007 (ore 16.00)
Gravina - Auditorium SS. Pietro e Paolo


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Via dall’Alta Murgia, via da Vicenza via dall’Irak

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Categoria: Poligoni militari
Pubblicato: 06 Febbraio 2007

il testo del documento di adesione dei CAM alla manifestazione nazionale del 17 febbraio 2007 contro l'ampliamento della base americana di Dal Molin a Vicenza

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Incursione 1

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 22 Gennaio 2007

Venerdì 26 gennaio | ore 11.00 | Aula Magna Liceo Classico, Altamura *   
Saulle Panizza
| Facoltà di Giurisprudenza Università di Pisa   
“RAGAZZI, CHE COSTITUZIONE!”
OVVERO LA DIFFUSIONE DEI VALORI COSTITUZIONALI   


“Bisogna ristabilire un contatto profondo tra questo testo e la Repubblica. (…) non basterà fare dei comizi (..)
Se vogliamo rendere efficace questo testo fondamentale, la divulgazione nel Paese non deve limitarsi all’aspetto giuridico e sociale delle norme, ma deve sollecitare quelle profonde trasformazioni economiche e sociali a cui quelle norme daranno il loro vero significato.
Se vuole essere una cosa veramente viva, questa Costituzione deve essere la lucida coscienza dei problemi ancora insoluti nella Storia del nostro Paese. Ma appunto per questo tutti noi dobbiamo collaborare. La Costituzione da sola non può operare il miracolo. (..) Questa Costituzione, lungi dal saldare un conto immaginario che la storia avrebbe col Paese, stabilisce nuovi e solenni impegni, che non saranno saldati se non quando l’ultimo suo articolo avrà trovato perfetta rispondenza nella realtà storica. Si tratta di gettare le basi giuridiche di un edificio che dovrà aderire in modo sempre più perfetto alla realtà più libera di domani. (…) Questo è l’impegno che dobbiamo prendere esaminando il progetto di Costituzione, ed è un impegno che non può figurare nel testo. Ma questo impegno è la parola più viva di questa Costituzione”.

Giuseppe Saragat, Assemblea costituente, seduta pomeridiana di giovedì 6 marzo 1947

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Incursione 2

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 22 Gennaio 2007

Sabato 27 gennaio | ore 18,30 | Sala conferenze ABMC, Altamura   
Nicola Pignatelli
| Facoltà di Giurisprudenza Università di Pisa   
IL RICONOSCIMENTO DELLE COPPIE DI FATTO
TRA RESISTENZE CULTURALI E BISOGNI COSTITUZIONALI


Qualcuno ha scritto che la famiglia è in crisi, qualcuno anni fa scriveva della morte della famiglia. Verrebbe da chiedersi se ad essere in crisi non sia più semplicemente un modello di famiglia, formato da un uomo e una donna che vivono in seno all’istituzione matrimoniale. La famiglia sembra al contrario vitale, multiforme; assistiamo ad una moltiplicazione dei modelli dello stare insieme, della manifestazione dei vincoli affettivi e solidaristici. Non sono forse famiglia un uomo e una donna conviventi (magari con i figli) non legati dal vincolo matrimoniale (né civile né religioso)? Non sono forse una famiglia tre cugine non coniugate che vivono insieme o due persone di sesso diverso conviventi con i rispettivi figli provenienti da precedenti relazioni?
Oggi il dibattito politico e giuridico sembra soffermarsi maggiormente sulle relazioni tra persone dello stesso sesso. La Chiesa cattolica condannando l’omosessualità come peccato e quindi la dimensione privata dell’individuo omosessuale a maggior ragione nega l’opportunità di qualsiasi forma di riconoscimento pubblicistico alla coppia convivente formata da persone dello stesso sesso biologico.
Ma la scelta del Parlamento a quali valori deve informarsi? Quale tutela delle convivenze di fatto può desumersi dalla Costituzione? Quali sono i modelli di riconoscimento degli altri Stati europei?

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Il programma completo "Incursioni 07"

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Categoria: Eventi
Pubblicato: 20 Gennaio 2007

Incursioni 07 è un ciclo di incontri/seminari da Gennaio fino a tutto Giugno.
Il taglio è totalmente multidisciplinare e lo spirito è proprio quello di vere e proprie "incursioni" tra i diversi saperi.
Il tentativo è quello di seminare idee, contagiose e feconde...
Scarica la locandina del programma completo delle "incursioni"


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EOLICO: OLTRE OGNI LIMITE !

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Categoria: La fila per l\'eolico
Pubblicato: 30 Dicembre 2006

EOLICO: OLTRE OGNI LIMITE !
L I P U : Inaccettabile la strategia dei ricorsi al TAR.
Irruzione persino in Aree Protette, SIC e ZPS
un Comunicato che sottoscriviamo

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Assunzioni all'Ente Parco dell'Alta Murgia

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Categoria: Notizie
Pubblicato: 19 Dicembre 2006

In attesa dell'approvazione della pianta organica da parte del Ministero, l'Ente Parco dell'Alta Murgia procederà all'assunzione a tempo determinato di:
1 giurista (laurea)
1 economista (laurea)
1 ragioniere (diploma)
1 addetto al front office (diploma)
1 geometra (diploma).
I curriculum vanno presentati presso
Adecco Italia Spa

Via Rosselli Fratelli, 91/B
75100 Matera (MT)

0835 337334.
L'entrata in servizio è previsto per l'inizio del prossimo anno.

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Eolico: ancora un atto gravissimo

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Categoria: Impianti eolici
Pubblicato: 18 Dicembre 2006

L'eolico che ben pochi hanno l'ardire di portare alla ribalta sui media è riuscito ad andare oltre il fondo.
È in atto una becera aggressione giuridica da parte delle società eoliche, la cui unica aspettativa è quella di metter le mani sul territorio comunque e dovunque, senza limiti e senza ritegno, con l'unico obiettivo vorace e affaristico di intercettare le colossali sovvenzioni, anche calpestando l'etica.

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Eletta la Giunta esecutiva del Parco Nazionale Alta Murgia

Dettagli
Categoria: Notizie
Pubblicato: 18 Dicembre 2006

Nella seduta di consiglio del 15 Dicembre è stata eletta la giunta esecutiva del Parco Nazionale Alta Murgia.
Con voto unanime sono stati eletti Michele Di Lorenzo alla vice Presidenza, Nicola Amenduni, Francesco Bello e Umberto Candela nella giunta esecutiva.

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Sottocategorie

Cave e attività estrattive

Comitati Alta Murgia

Idee e progetti per il Parco del disarmo

Contributi e riflessioni

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Degrado

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Murgia \"avvelenata\"

Discariche e smaltimento rifiuti

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Impianti eolici

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Eventi

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Parco nazionale dell'Alta Murgia

Eventi

Contributi e riflessioni

Notizie

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Progetti, bandi, lavoro

Marcia 2026

Il Parco dell’Alta Murgia: è nato, ha più di vent’anni, ma non vuole crescere

(Centro Studi Torre di Nebbia)

 

La memoria, si sa, è una freccia capace di andare avanti e indietro nel tempo. In quest’epoca così deprimente la memoria sembra irretita come non mai e rischia, perciò, di non essere il supporto necessario per orientare le nostre azioni verso un futuro migliore. Quanto ancora poco note, per esempio, sono le storie di comunità e di territori considerati ancora oggi "marginali" dalle geografie politiche ed economiche dominanti. È, questo, il caso dell’Alta Murgia, un territorio che è stato per troppi anni preda di tumultuosi mutamenti che hanno compromesso pericolosamente il suo grande patrimonio storico-culturale e i suoi ecosistemi fisici e biologici. Con i suoi centomila ettari questo territorio "nudo", circondato da tredici comuni, è l'ultimo esempio di pseudosteppa mediterranea della Penisola, con più di 1500 specie di piante selvatiche, con 88 specie di uccelli nidificanti tra cui spicca quella del Falco Naumanni le cui colonie migratorie dall’Africa sub-Sahariana sono le più importanti del mondo e, per la presenza secolare di innumerevoli masserie da campo e di pecore, rappresenta il maggiore e peculiare sito di archeologia rurale d’Italia.

In questa “area interna” della Puglia centrale, tra l’Appia e la Traiana, almeno a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso, si sono vissute esperienze intense, anche molto conflittuali, tra chi voleva destinarla ad area di risulta e chi, invocando altre conoscenze e ragioni, vi si opponeva. Fu il governo italiano a volere che qui fossero collocate le basi per i primi missili atomici. 

Il 5 settembre 1959, infatti, il personale USA viene dispiegato in Italia e comincia l’istallazione del “sistema d’arma Jupiter”, operazione che si conclude il 20 giugno 1961, quando anche l’ultima base diventa operativa. Prima che nella Turchia, i missili Jupiter vengono istallati, unico sito dell’Europa occidentale, in Italia. Dieci campi di lancio, ciascuno con 3 missili a testata nucleare della potenza di 1,45 megatoni, ovvero con una capacità distruttiva cento volte superiore alle bombe atomiche che rasero al suolo Hiroshima e Nagasaki nel 1945. Oltre le due basi lucane (Irsina e Matera), le altre otto vengono “ospitate” sull’altopiano delle murge baresi, quasi tutte dislocate lungo il tracciato della Via Appia (Spinazzola, Gravina, Altamura, Acquaviva, Gioia del Colle, Laterza, Mottola).

Nel gennaio 1963 gli USA, durante la crisi di Cuba, decidono di smantellare le basi. Fu quello forse il momento in cui in Italia si produsse piú intensamente un dialogo pubblico a piú voci sul tema della pace e del disarmo, disarticolandolo così dal monopolio quasi sempre strumentale cui l’avevano ridotto fino ad allora i partiti politici di entrambi gli schieramenti. Quel movimento, composto certamente di varie “anime”, si rese perciò piú concreto, non limitandosi solo a rivendicare il disarmo e la pace ma indicando sul proprio territorio la presenza fisica di quel che si contestava: le basi missilistiche sulla Murgia.

Fu così che, dopo assemblee pubbliche svoltesi in varie località delle province di Bari e di Matera, si svolse nelle principali di Altamura (e NON, come alcuni scrivono, da Gravina ad Altamura) la Marcia della Pace la domenica del 13 gennaio 1963. Fautore dell’iniziativa fu un gruppo di intellettuali pugliesi e lucani raccolti in un “Comitato Promotore per la Marcia della Pace”, patrocinato da Tommaso Fiore e dal prof. Fabrizio Canfora, a cui aderirono le Camere del Lavoro, varie sigle sindacali, le sezioni dei partiti di sinistra (PCI, PSI, PSDI), oltre alle migliaia di cittadini che firmarono l’Appello del “Comitato degli intellettuali baresi” Nel giugno dello stesso anno, l’ultimo missile Jupiter sarà rimosso dalla Murgia e imbarcato oltre oceano. Questa vicenda, svoltasi nel giro di poco meno di un lustro, sembra non aver lasciato traccia nella memoria dei contemporanei e, a distanza di più di mezzo secolo, di quelle basi, tranne qualche eccezione, non restano che ruderi senza testimoni.

Nel cuore del Meridione d’Italia si decise, allora, di collocare 30 bombe nucleari puntate verso l’Est e pronte ad esplodere, anche in loco, così da far sparire dalla faccia della terra ogni forma di vita in un raggio di centinaia di chilometri. (Nonostante la documentazione italiana sull’argomento resta ancora segretata, si rinvia a: L. Nuti, La sfida nucleare. La politica estera italiana e le armi atomiche 1945-1991, Il Mulino, Bologna, 2007; P. Castoro, La Murgia nella Guerra Fredda, dai missili atomici agli itinerari della pace, Torre di Nebbia, Matera, 2008).

Alcuni anni dopo, i missili lasciarono il posto a cinque Poligoni di tiro militare...

Fino agli anni ’70, infatti, il Patto di Varsavia e il conseguente “pericolo comunista” spingono le Forze Armate italiane e la NATO a guardare al Nord est italiano come zona ad alto rischio dove accumulare le principali servitù militari. Con la crisi petrolifera prima e la fine del Patto di Varsavia poi, con il crescere delle tensioni nell’area del Mediterraneo, si assiste ad uno spostamento dell’attenzione della NATO, con la creazione di una “task force” capace di intervenire nei punti caldi delle nuove tensioni che ha, tra altre numerose basi militari, nel porto di Taranto e nell’aeroporto di Gioia del Colle i suoi capisaldi offensivi.

In questo quadro internazionale mutato, vengono riviste anche le servitù militari presenti sull’Alta Murgia: l’esercito ha sempre più bisogno di ritagliarsi uno spazio consistente di territorio e di averlo a propria completa disposizione, dove poter fare esercitare le brigate motorizzate, i nuovi aerei Tornado...

La presenza complessiva delle servitù militari (stabilite dalla Legge 24 dicembre 1976, n° 898 e successive modifiche) si accresce quindi sempre più in tutta la Puglia che, nel giro di pochi anni, diventa una delle regioni più militarizzate d’Italia.

È degli anni ’80 una vasta mobilitazione di agricoltori e allevatori che protestano contro l’espropriazione media di 150 giorni all’anno dei loro terreni e di una presenza militare che rende di fatto impossibile ogni ipotesi di sviluppo agricolo e zootecnico ma anche turistico dell’area.

Il crescente interesse militare all’Alta Murgia si concretizza in una delibera regionale (n° 400 del 23 febbraio 1983) con la quale si destina, a poligoni militari permanenti, un’area complessiva di 14.000 ettari. Una elargizione incomprensibile da parte della Regione Puglia, in quanto le autorità militari chiedevano ufficialmente, nel loro promemoria (1980): “la disponibilità certa e stabile di un poligono di 4000 /4500 ettari”.

I poligoni sono quelli di “Parisi Vecchio”, di “Madonna di Buoncammino” e di “Torre di Nebbia”, quest’ultimo, di circa 10.000 ettari, nei pressi della polveriera di Poggiorsini. Gli altri due poligoni sono quelli di “Sentinella” e di “Monte Scorzone”.

L’opposizione a detta delibera comincia a concretizzarsi nella mobilitazione popolare che sfocia in una prima “Marcia della Pace” nel dicembre del 1985 da Gravina ad Altamura.

È del 1986 la lettera di don Tonino Bello, “Il sogno di Isaia”, firmata da circa 10.000 persone e presentata al Consiglio Regionale e, soprattutto, di un suo documento, firmato da altri sette vescovi pugliesi, “Terra di Bari, terra di pace”, che trova uno straordinario consenso. La grande seconda “Marcia per la pace” Gravina-Altamura del 19 dicembre 1987, organizzata dal “Coordinamento contro la Militarizzazione e per lo Sviluppo dell’Alta Murgia”, registra un coinvolgimento di massa. 

La manifestazione riesce, tuttavia, solo a congelare l’esproprio ma non ad abrogare la delibera regionale.

Da quel momento in poi l’impegno dei Comitati territoriali dell’Alta Murgia (CAM) e del Centro Studi Torre di Nebbia, è consistito principalmente nel cercare di individuare le linee di un progetto di sviluppo eco-compatibile in grado di rispondere alle esigenze di tutela del territorio e alla vocazione di pace delle popolazioni che lo abitano. In questa direzione si sono mosse le altre due Marce Gravina–Altamura, la prima l’8 novembre 2003, con la partecipazione di circa 15 mila persone, e la seconda, il 14 maggio 2004, con oltre 10 mila. 

La Marcia del 2003 fu la risposta di massa soprattutto contro lo sversamento su ampie superfici dell’Alta Murgia (Contrada Cervone e Murgia Franchini) di rifiuti tossici e nocivi (Caso della “Murgia avvelenata”, balzato alla cronaca nazionale). Una pratica che neppure la presenza dell’Ente parco è riuscita a fermare come dimostra, purtroppo, lo sversamento di rifiuti nocivi ad opera dell’eco-mafia avvenuto quest’anno nell’aria murgiana di Minervino.

Questa lunga vertenza contro i poligoni si è intrecciata con altre gravose emergenze (spietramento selvaggio delle superfici calcaree, cementificazioni inutili e dannose, varie forme di inquinamento) contro le quali, in maniera ostinata, si è mosso un vasto schieramento di forze politiche e sociali che ha contribuito alla crescita di una maggiore consapevolezza tesa a  tutelare lo straordinario patrimonio storico-architettonico e ambientale dell’Alta Murgia, perseguendo un progetto di grande rilievo politico e culturale che ha conseguito come risultato la istituzione del primo parco rurale d’Italia. Un parco nato nel 2004 e che, tuttavia, non è cresciuto abbastanza finora nella direzione auspicata. A parte una gestione dell’Ente che in più di 20 anni non è riuscita a elaborare e realizzare progetti necessari per un cambiamento culturale e durevole nelle comunità e nel territorio (Bonifica, filiere corte del grano e della carne, ecc). Basti pensare che l’attuale Commissario si è battuto ferocemente per anni contro l’idea stessa del parco rurale…

L’Alta Murgia, insomma, continua a leccarsi, infatti, le sue ferite, a partire dalla presenza delle servitù militari la cui superficie copre quasi un terzo dei 68 mila ettari dell’area protetta nazionale. Insomma in un parco in cui, giustamente, è vietata la caccia, si spara (non sappiamo bene cosa e come) in grande stile e per molti giorni all’anno, condizionando pesantemente le attività agro-pastorali e turistiche e compromettendo la necessità di tutela di un’area divenuta Geoparco-patrimonio UNESCO e sottoposta anche ai vincoli europei SIC e ZPS. Risolvere con urgenza tale contraddizione rimane perciò uno degli obiettivi primari che ci impegnano ancora oggi al fine di sottrarre l’area protetta alle logiche della guerra permanente e preventiva. 

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